
Ultimo aggiornamento il 7 Febbraio 2024 da admin
Nei precedenti articoli di questo Blog abbiamo visto come le aziende facciano fatica a trovare lavoratori con le competenze adatte per entrare nel mondo del lavoro.
Questo ha portato al paradosso dove ci sono migliaia di posti di lavoro liberi e per i quali non esistono persone adatte a ricoprirli.
In particolar modo sono i più giovani che faticano ad entrare nel mercato del lavoro ed avere un’opportunità. Questo è il cosiddetto deficit tra domanda ed offerta di lavoro.
Ma come siamo arrivati a questa situazione? Cosa cercano le aziende? Quali potrebbero essere le soluzioni?
Vediamolo nei prossimi paragrafi.
Leggi anche: Corsi per disoccupati: 3 buone ragioni per formarsi sulle professioni emergenti
[Aggiornato 07/02/2024]
Contents
- La situazione occupazionale in Italia
- Soft Skills: Cosa sono?
- Il contributo di metodi di formazione innovativi nella formazione delle Soft Skills
- 12 esempi di Soft Skills utili per entrare nel mondo del lavoro
- Il ruolo delle competenze comunicative, organizzative e relazionali
- I percorsi formativi proposti dalla Fondazione ITS Servizi alle Imprese
La situazione occupazionale in Italia
Come abbiamo detto precedentemente in Italia attualmente ci sono migliaia di posti di lavoro liberi ma per i quali non si riescono a trovare persone qualificate per ricoprirli.
Questo rappresenta sicuramente un paradosso in un paese, come il nostro, dove nel terzo trimestre del 2023 si è registrato un tasso di disoccupazione pari al 7,4%.
Ad essere maggiormente colpiti sembrano essere i più giovani dove la disoccupazione per la fascia d’età che va dai 18 ai 29 è del 16%.
Negli ultimi venti anni il contesto economico internazionale è cambiato, a causa dell’arrivo della cosiddetta rivoluzione digitale che ha imposto alle aziende un cambiamento nelle loro strategie commerciali e di selezione del personale.
Fino a poco tempo fa per entrare in azienda era sufficiente essere in possesso di un buon titolo di studio, oggi non basta più, le aziende cercano altro.
Infatti, nel processo di selezione del candidato hanno acquisito sempre più importanza le cosiddette soft skills.
Leggi anche: 9 figure professionali più richieste dalle aziende
Soft Skills: Cosa sono?
Le Soft Skills si distinguono dalle altre competenze richieste al lavoratore in quanto non si possono acquisire frequentando corsi di studi, almeno se impostati nel modo tradizionale, ma dipendono essenzialmente da caratteristiche intrinseche nel singolo individuo che possono essere sfruttate in qualsiasi posizione lavorativa e che vanno ad integrare e completare le cosiddette Hard Skills.
Riguardano per esempio il modo in cui si comunica e la sua efficacia o ancora la capacità con cui viene organizzato il proprio lavoro. Acquisire o migliorare questo tipo di competenze è più complesso, richiede effettuare un lavoro su se stessi e in alcuni casi solo l’esperienza effettiva e l’aver vissuto determinate situazioni possono essere di aiuto.
Per approfondire: Soft Skills: cosa sono e come inserirle nel tuo Curriculum Vitae
Il contributo di metodi di formazione innovativi nella formazione delle Soft Skills
Per acquisire questo mix di skill tecnologici, manageriali e soft in tempi rapidi senza perdere di vista l’acquisizione delle competenze tecniche, c’è la necessità di ripensare al modo in cui viene erogata oggi, la formazione in Italia.
Creare cioè percorsi di studio più innovativi (anche con tecniche di autoapprendimento) con una continua esperienza sul campo. Per fare questo è necessario puntare sull’allineamento dei percorsi di studio verso l’innovazione e l’interdisciplinarietà, fornendo così agli studenti le competenze necessarie per entrare direttamente nel mondo del lavoro. Permettendo loro di acquisire e perfezionare già durante il periodo di formazione, grazie alle esperienze di stage all’interno di vere aziende, le competenze comunicative, di problem solving e di organizzazione che le imprese ricercano nei propri dipendenti.
Un importante apporto può arrivare dai percorsi ITS, gli unici al momento in grado di aiutare gli allievi in questo processo di crescita costante, grazie alla modalità didattica basata sull’apprendimento esperienziale.

12 esempi di Soft Skills utili per entrare nel mondo del lavoro
L’elenco delle Soft Skills, come avrai già intuito, è veramente lungo e ciascuna ha la sua importanza.
Per ragione di spazio elencherò solo quelle più rilevanti e che le aziende ricercano maggiormente in un candidato e futuro collaboratore.
Un ottimo candidato per un’azienda corrisponde ad una persona che possiede il giusto mix tra:
- Ottime doti comunicative: In un contesto lavorativo fortemente incentrato sulla comunicazione al cliente, la capacità di saper trasmette e far comprendere al proprio interlocutore un determinato messaggio o pensiero rappresenta una competenza fortemente richiesta dalle aziende di tutti i settori. Avere una buona capacità di comunicazione significa riuscire ad esprimersi in maniera chiara ed efficace.
Un bravo comunicatore dovrebbe intuire come e quando modificare il modo in cui comunica, in base alla situazione, all’argomento e alle circostanze del momento. La comunicazione, però, non è qualcosa di univoco ma è un processo bidirezionale: avere buone capacità comunicative richiede prima di tutto l’abilità di ascoltare le altre persone. - Team Working: Sicuramente riveste grande importanza la capacità di saper lavorare in modo proficuo in gruppo condividendo idee e proposte. La capacità di lavorare in team di una persona contribuisce al raggiungimento dell’obiettivo comune: collaborare e discutere in maniera positiva per raggiungere un compromesso che porti un vantaggio ad entrambe le parti. Ci sono persone che si sentono naturalmente a proprio agio nel “negoziare” e nel discutere con le altre persone, per poi, portare avanti una sana ed efficace collaborazione.
- Leadership: Cioè la capacità di far lavorare in modo armonioso un gruppo di persone guidandole, evitando o favorendo la soluzione di eventuali contrasti, verso il raggiungimento di un obiettivo specifico. Saper prendere decisioni efficaci e senza procrastinare serve ad analizzare la situazione o il problema, per identificare il possibile corso delle azioni (senza il nostro intervento). Valutare ognuna di queste azioni e il peso che hanno all’interno del singolo processo, e definire le azioni che vogliamo effettivamente adottare, in modo che gli eventi si svolgano come desideriamo. Leadership è preparazione, comunicazione, empatia, forza. Non è facile acquisire un bagaglio così ampio di competenze ma, come per la creatività, anche in questo caso si può lavorare per migliorarsi.
- Affidabilità: Una delle caratteristiche che un futuro datore o cliente potrebbe apprezzare è la professionalità e la serietà con la quale svolgi il tuo lavoro.
- Flessibilità e adattabilità: Rappresenta la capacità di sapersi adattare e reagire di fronte ad eventuali problemi o cambi di programma senza perdere la lucidità necessaria per raggiungere l’obiettivo e completare il lavoro positivamente. La capacità di accettare e adattarsi al cambiamento è vitale, perché, piaccia o no, il cambiamento sarà una parte importante della nuova era del mondo del lavoro. I bisogni e le aspettative dei consumatori stanno cambiando; pertanto le organizzazioni devono modificare i propri modelli di business. E di conseguenza, le professioni sono differenti. Che si tratti di organizzazione, tecnologia o competenze, i ruoli che ricopriamo e il modo in cui operiamo sta cambiando e cambierà ancora e ancora.
- Creatività: Sicuramente in alcune tipologie di lavori riveste un ruolo determinante. Pensiamo a chi, per esempio si occupa della gestione della comunicazione aziendale e deve costantemente trovare modi alternativi per far arrivare un messaggio ai clienti. O ancora a chi si occupa della predisposizione della veste grafica di un sito. L’abilità di essere creativi ed innovare è quella che fa davvero la differenza. Pensiamo al boom delle start-ups: la creatività viene valorizzata ed è sempre più richiesta in un contesto ricco di cambiamenti e in continua evoluzione. Ecco perché è bene farla emergere, sin dal primo colloquio di lavoro. Creativi si nasce o si diventa? Questo è il dubbio amletico di cui si parla spesso. Io credo che la creatività sia un muscolo che si può allenare, di cui ci si può prendere cura e migliorare nel tempo. Quindi, poiché la creatività è una delle Soft Skills più richieste nel prossimo futuro, forse è il momento di iniziare con gli allenamenti.
- Problem Solving: In un mondo che vive in un contesto di cambiamenti così veloci, la rapidità di intervento su un problema è tutto.
Correlato alla capacità di analisi, un buon livello di problem solving significa studiare ed essere in grado di trovare la soluzione migliore agli ostacoli che, quotidianamente, si interpongono lungo il percorso.
Abbiamo sempre pensato al problem solving come un processo rigoroso e razionale. Nulla di più sbagliato: oggigiorno tutti gli esperti di problem solving mirano all’integrazione delle risorse logiche con quelle creative, per comprendere quelle abilità implicate nella ricerca di una soluzione. - Capacità di analisi: Si riferisce alla capacità di capire in anticipo una situazione che si potrebbe verificare e di proporre, di conseguenza, eventuali soluzioni.
- Time Management: La gestione del tempo è salita rapidamente in cima alla lista delle priorità di molti reclutatori.
Ma in cosa consiste? Significa che sai come organizzare il tuo programma e che sai portare a compimento i progetti con efficienza e puntualità.
Alla luce degli ultimi due anni molte persone si sono ritrovate a lavorare da casa a causa della pandemia. Per questo, la capacità di organizzazione è diventata più che mai essenziale. C’è da dire che molti dipendenti hanno risparmiato il tempo che impiegavano per spostarsi da casa all’ufficio e viceversa… Ma che dire delle distrazioni? In molti (tra studenti e lavoratori) hanno riscontrato un forte calo di produttività perché non c’era nessuno che li monitorasse. Per questo, anche in smartworking, è fondamentale saper gestire il proprio tempo in maniera intelligente ed efficace. - Proattività: La capacità di pensare e proporre soluzioni ad eventuali problematiche che si potrebbero verificare nel corso del lavoro. Questa attitudine è quella che spinge le persone a fare le cose prima che vengano chieste. Si tratta di quella propensione ad essere sempre sul pezzo, propositivi, entusiasti e di non subire passivamente il lavoro. Avere spirito di iniziativa significa creare un ambiente di lavoro florido e fertile, stimolante per sé e per gli altri.
- Disponibilità all’apprendimento: L’abilità di apprendimento ti conferisce un valore futuro rendendoti agile. È una valuta che viene premiata con una migliore occupabilità e prospettive di crescita elevate.
L’apprendimento non finisce più con la scuola o l’università. Al contrario: il motto è passato da imparare, lavorare, andare in pensione a vivere più a lungo, lavorare più a lungo. L’apprendimento continuo o permanente è una nuova abilità di sopravvivenza. Paura dell’automazione, di un futuro imprevedibile o di lavori complessi, gli studenti continui sono considerati nella posizione migliore per resistere a tutto.
Una maggiore apprendibilità dimostra una migliore occupabilità che porta a una maggiore sicurezza della carriera.
- Saper comunicare passione ed entusiasmo.
Leggi anche: Come scegliere il lavoro giusto: Alcuni consigli utili per la tua scelta
Il ruolo delle competenze comunicative, organizzative e relazionali
A questo punto appare evidente come le aziende nella ricerca del candidato ideale siano sempre più attente non solo alle competenze tecniche (Hard Skill) ma anche, e soprattutto, a quel mix di competenze comunicative, organizzative e relazionali che prendono il nome di Soft Skills.
Per questo motivo una possibile soluzione potrebbe essere rappresentata, come abbiamo visto, da una didattica impostata sulle esperienze.
I percorsi formativi proposti dalla Fondazione ITS Servizi alle Imprese
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