Back To The Future: trovare una rotta e #Ripartire dalle sfide del cambiamento

Pubblicato il Aprile 29, 2020 da
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45-50-60 giorni di quarantena, limitazioni negli spostamenti e nelle abitudini…60 giorni di fermo immagine… 60 giorni dentro una bolla capace di amplificare le emozioni, di distorcere il tempo, di farci percepire sensazioni nuove e alimentare la nostalgia per ciò che è stato e abbiamo lasciato (amici, parenti, sport, attività e persino la scuola!).

60 giorni alla ricerca di indizi per comprendere dei significati che ci sfuggono, per dimostrarci forti e individuare similitudini e somiglianze con altri momenti personali e storici a cui far riferimento e aggrapparci per credere che passerà (guerra, latitanza, medioevo, eremiti, ecc).

60 giorni ricchi di poesia e di analogie, giorni fuori dal tempo o fuori dal nostro tempo, quel tempo in cui freneticamente cercavamo di conciliare ritmi di vita e di lavoro, di raggiungere obiettivi, di arrivare a dei traguardi, di fare dei progetti… 60 giorni rincorrendo elementi non di un tempo passato ma di un tempo assente, sospeso.

Le sfide della distanza e dell’isolamento: smart work o homework?

Anche la vita delle scuole e di molte aziende è andata avanti in una modalità chiamata SMART (anche se gli esperti ci spiegano che Smart non è, semmai è lavoro da casa ma che non possiamo tradurre letteralmente altrimenti ci riporta al tempo della scuola quando avevamo homework – compiti a casa).

60 giorni di tentativi di costruire una routine e dei ritmi interrotti dall’agenda che irrompe e ogni tanto ci ricorda appuntamenti che avremmo dovuto avere (lavorativi, professionali, medici, personali) se la vita avesse avuto il suo corso atteso o avesse seguito un’altra strada (come nel film Sliding doors).

Questa condizione sospesa, in una bolla che fluttua tra tempi e mondi che potrebbero essere e verificarsi, si divide tra chi cerca di capire quali strade avremo davanti, chi si arrovella per rintracciare in quale punto del tempo la storia ha cambiato “strada” e di chi è la responsabilità e chi, un po’ tutti, prova a immaginare come far conciliare la propria vita e i propri progetti su questo nuovo binario di cui ancora non conosciamo le caratteristiche e le qualità.

#Ripartire - Storitelling Ripresa Fondazione ITS Servizi alle Imprese

Questo abbiamo fatto in queste settimane anche noi delle Fondazioni ITS, mondo dell’Alta Formazione Post Diploma, istituito dal Ministero ormai più di 10 anni fa per formare i Tecnici del Futuro! E come vittime di questo mandato (che fino a qualche mese fa poteva sembrare uno slogan) abbiamo provato a non nasconderci in un capanno in attesa che la tempesta passasse ma a costruire delle palafitte per osservare, capire e imparare da questa nuovissima situazione, capire noi e coinvolgere gli studenti a rendere tangibile cosa significa prepararsi al cambiamento!

 

Il passaggio “obbligato” alla formazione a distanza

Così sin dai primi giorni la didattica dei percorsi formativi ha traslocato dall’aula e dai laboratori all’aula virtuale. Questa migrazione è stato l’inizio di un nuovo viaggio, il momento in cui porci di fronte alla fatidica domanda “come si organizzano i contenuti e le attività su una piattaforma avendo presenti gli obiettivi didattici e formativi che sappiamo perseguire in aula?”.

Così abbiamo provato a non dare nulla per scontato e in particolare abbiamo avviato un processo di confronto e di approfondimento insieme ai ragazzi. Essi stessi ci hanno chiesto di lavorare per rendere espliciti obiettivi e strumenti così da rendere questo momento l’opportunità per acquisire delle competenze che sicuramente rimarranno nella nostra cassetta degli attrezzi.

Da leggere: Quali sono le competenze più richieste dalle Imprese? Due prospettive a confronto

 

Ri-organizzazione della didattica e coinvolgimento di docenti e professionisti “oltre l’aula”

Il calendario delle attività si è costellato di appuntamenti da affiancare alle lezioni: appuntamenti, webinar, masterclass e project work con ospiti ed esperti nazionali e internazionali.

Gli appuntamenti ci hanno consentito di “guardare fuori dalla finestra”, “uscire di casa” trasformando questo momento in una occasione per analizzare prospettive nuove e orizzonti diversi. Gli incontri hanno spaziato da momenti di analisi sui nuovi strumenti a ragionamenti ampi per immaginare il mondo che ci aspetta.

Lezone a distanza - corso Marketing e Internazionalizzazione delle Imprese

Abbiamo arricchito le nostre conoscenze con il supporto di Daniela Ubaldi, esperta di comunicazione digitale, approfondendo il funzionamento della nostra attenzione durante una sessione on line, per trasformare la didattica a distanza dall’essere una Cenerentola ad essere l’occasione per “sovvertire” il ruolo dello studente in protagonista.

In un ambiente in cui il filtro dello schermo riduce le distanze anche tra relatore e ascoltatore, quest’ultimo diventa protagonista del suo processo di attenzione e di partecipazione, chiamato a colmare il gap della mancata comunicazione non verbale attraverso feed back e interventi attivi, a dare “corpo e fisicità” ai contenuti trasferendoli su carta attraverso appunti, segni e schemi, altrimenti il rischio è che al termine di una lezione durata due ore, chiarissima e illuminante, con il passare dei minuti i contenuti si sbiadiscano fino ad accartocciarsi in un groviglio di parole.

Allora i contenuti vanno fissati, ancorati alla propria esperienza, digeriti, come se l’eternità del mezzo dovesse essere compensata da una fisicità dell’ascolto attivo.

Da leggere: E-Learning e docenti. Guida propedeutica alle lezioni a distanza

 

La didattica a distanza diventa un luogo di incontro e di sperimentazione

La formazione a distanza può avvicinare quando si condividono gli obiettivi e si esce dal dualismo insegnante che offre degli argomenti e studente che riceve. Quando lo scambio è da entrambe le parti e al depotenziamento della comunicazione (solo verbale e, se siamo fortunati con la connessione, anche un po’ visiva) corrisponde un potenziamento di motivazione e di partecipazione.

La didattica a distanza diventa essa stessa laboratorio quando chi propone e chi ascolta rimangono entrambi a casa e all’incontro successivo devono scambiarsi materiali e ragionamenti, quando nessuno dei due ha la risposta giusta e insieme si prova a immaginare una strada.

È quello che succede in questi giorni, quando professionisti e imprenditori interpellano gli studenti per chiedere loro di provare a immaginare soluzioni nuove, perché se affronteremo il cambiamento che ci aspetta sulla base delle vecchie abitudini allora non ci resta che abbronzarci separati dalle paratie di plexiglass.

Così la didattica a distanza diventa un luogo di incontro e di sperimentazione, in cui chi insegna ha strumenti ma non soluzioni e chi impara ha creatività e occhi per guardare un mondo nuovo.

La didattica a distanza diventa un luogo di incontro e di sperimentazione

Ci siamo fatti aiutare da Alessandro Gorla, esperto di Design, che ci ha condotto nel processo di realizzare un progetto svelandoci che all’intuizione fa seguito una approfondita ricerca e un percorso di  modellazione e sperimentazione. Che il design è il risultato di studio, di osservazione e di competenze. E che il risultato è di successo se unisce funzionalità, comunicazione, sostenibilità.

Abbiamo approfondito gli scenari di aziende, confrontandoci con esperti e consulenti del settore artigianato, logistica, turismo e sicurezza per condividere timori, difficoltà, paure ma soprattutto per provare a capire. Per individuare opportunità.

 

La nascita di nuove esperienze formative: dai laboratori alle masterclass ITS

Così le lezioni in questo periodo diventano laboratori, perchè esperti e imprenditori portano la loro competenza, ma propongono anche delle richieste che sottopongono agli studenti.

Richieste finalizzate a provare a dare indicazioni e proposte a imprenditori e commercianti su come potrà essere il turismo, su come valorizzare mete minori e riscoprire luoghi dimenticati ma con il pregio della prossimità, su come disegnare servizi a domicilio e piattaforme di commercio di quartiere, per immaginare le mascherine o nuove forme di trasporto sostenibile, come convertire i servizi turistici per agevolare la mobilità urbana, su come valorizzare un territorio e una comunità perché il termine di servizio diffuso o di comunità (come marketing diffuso o territoriale, attrazione, turismo, ecc di comunità) e di prossimità sembrano essere le direttrici su cui disegnare la ripartenza.

Quella ripartenza prossima ma a cui ancora ci rivolgiamo parlando al futuro, per la quale ci stiamo preparando non solo tirando fuori dall’armadio abiti leggeri, ma anche indossando occhiali nuovi per guardare ciò che ci aspetta con nuovo spirito.

Perchè quando piano piano questa grande bolla si sgonfierà per noi sarà un ritorno alla quotidianità, a riappropriarci di nuove libertà, per tornare a progettare, a fare piani per il futuro, consapevoli che dovremo cambiare molte abitudini, sarà un ritorno… ma al futuro.


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