
Ultimo aggiornamento il 2 Ottobre 2026 da Guglielmo Ferrara
Capire che un’azienda ha un problema, spesso, non è la parte più difficile. La vera difficoltà è capire quale lo sia davvero, perché si presenti e quale soluzione possa migliorare la situazione senza crearne di nuovi. È proprio qui che entra in gioco il Business Analyst.
Il Business Analyst è il professionista che analizza bisogni, processi, dati e obiettivi di un’organizzazione per individuare opportunità di miglioramento e aiutare le persone coinvolte a trasformarle in soluzioni concrete.
Può occuparsi dell’introduzione di un nuovo software, della revisione di un processo amministrativo, dell’esperienza dei clienti, dell’automazione di attività ancora manuali oppure di progetti più ampi di trasformazione digitale.
Ridurre questo ruolo alla semplice “analisi dei dati”, quindi, sarebbe sbagliato. Ma sarebbe altrettanto limitante considerarlo soltanto una figura di collegamento tra manager e programmatori.
Secondo l’International Institute of Business Analysis (IIBA), la Business Analysis consiste nel favorire il cambiamento all’interno delle organizzazioni identificando bisogni e raccomandando soluzioni in grado di generare valore per gli stakeholder.
Ma cosa significa, concretamente, lavorare come Business Analyst?
In questa guida vedremo cosa fa questa figura professionale, quali competenze deve possedere, quali strumenti utilizza, quanto può guadagnare e quali percorsi possono aiutarti a iniziare.
Business Analyst in breve
Il Business Analyst (BA) è una figura professionale trasversale, presente in diversi settori, che supporta le decisioni aziendali attraverso l’analisi dei dati, dei processi e delle esigenze degli stakeholder. La sua missione è quella di Vediamo brevemente in cosa consiste questa figura professionale.
| Domanda | Risposta |
| Chi è? | Un professionista che analizza bisogni, processi e problemi aziendali per individuare soluzioni capaci di generare valore |
| Cosa fa? | Raccoglie requisiti, analizza processi, facilita il confronto tra stakeholder, valuta soluzioni e misura risultati |
| Lavora solo nell’IT? | No. Può lavorare in finanza, assicurazioni, retail, logistica, sanità, PA, consulenza, tecnologia e molti altri settori |
| Deve saper programmare? | Generalmente no, anche se competenze tecniche e SQL possono essere utili in alcuni ruoli |
| Quali strumenti usa? | Excel, Power BI, Jira, Confluence, Miro, BPMN, strumenti di analytics e software specifici dell’organizzazione |
| Serve una laurea? | Non esiste un unico percorso obbligatorio; molti annunci richiedono una laurea o esperienza equivalente |
| Quanto guadagna? | Le rilevazioni 2026 collocano indicativamente la retribuzione media italiana intorno ai 30-35 mila euro lordi annui, con forti differenze per esperienza e settore |
| Quali sono le skill fondamentali? | Pensiero analitico, comunicazione, problem solving, process analysis, stakeholder management e capacità di comprendere dati e tecnologia |
Chi è il Business Analyst?
Il Business Analyst, spesso abbreviato in BA, aiuta un’organizzazione a capire meglio problemi e opportunità prima di decidere come intervenire.
Il suo lavoro, in altre parole, non dovrebbe partire dalla soluzione.
Di fronte a una richiesta come:
“Quale software dobbiamo comprare?”
un Business Analyst dovrebbe fare un passo indietro e chiedersi:
“Quale problema stiamo cercando di risolvere?”
Sembra una differenza sottile, ma è fondamentale.
Immagina un’azienda che riceve continuamente reclami perché gli ordini vengono consegnati in ritardo.
La prima reazione potrebbe essere:
“Ci serve un nuovo software logistico.”
Forse è vero. Ma forse no.
Il Business Analyst dovrebbe prima cercare di capire da dove nasca realmente il problema.
Dipende dal software? Dalla gestione del magazzino? Da informazioni che vengono inserite troppo tardi? Da attività manuali che rallentano il processo? Da una comunicazione inefficace tra reparti? Oppure dai fornitori?
Soltanto dopo aver chiarito questi aspetti ha senso iniziare a discutere della soluzione.
Una delle capacità più importanti nella Business Analysis è proprio questa: trasformare un problema inizialmente confuso in qualcosa di comprensibile, analizzabile e affrontabile.
Il Business Analyst non lavora soltanto tra Business e IT
Una delle definizioni più diffuse presenta il Business Analyst come la figura che “fa da ponte tra business e IT”.
È una definizione utile, ma racconta soltanto una parte del lavoro.
È vero che molti Business Analyst partecipano a progetti legati a implementazioni software, ERP, CRM, applicazioni, sistemi informativi e trasformazione digitale. In questi casi, il rapporto con sviluppatori e team IT può essere una componente centrale del ruolo.
Ma la Business Analysis non si limita alla tecnologia.
Le stesse competenze possono essere utilizzate per rivedere processi, migliorare le operations, intervenire sulla supply chain, ripensare l’organizzazione aziendale, migliorare la customer experience, supportare strategie commerciali, gestire esigenze di compliance oppure lavorare su prodotti e servizi.
Anche l’IIBA sottolinea che le competenze di Business Analysis possono essere applicate da professionisti con job title molto differenti.
Questo spiega perché la dicitura “Business Analyst” non identifichi necessariamente lo stesso lavoro in tutte le aziende.
Quando valuti un annuncio, quindi, non fermarti mai al titolo. Leggi soprattutto le attività e le responsabilità associate al ruolo.
Cosa fa un Business Analyst?
Le attività concrete cambiano in base al settore, all’azienda e al tipo di progetto.
Esistono però alcune responsabilità che ricorrono molto spesso.
1. Comprende il problema e gli obiettivi
Prima di scrivere requisiti, costruire diagrammi o analizzare dati, un Business Analyst deve capire il contesto in cui si trova.
Deve chiarire quale problema esiste, chi ne è coinvolto, quale impatto sta producendo, quali obiettivi vuole raggiungere l’organizzazione, quali vincoli devono essere rispettati e come verrà misurato il successo dell’intervento.
Immagina che un’azienda dica:
“Ci serve un nuovo CRM.”
Per un Business Analyst questa frase non dovrebbe essere il punto di arrivo, ma l’inizio dell’analisi.
Perché il CRM attuale non funziona? Quali attività vengono ancora svolte manualmente? Quali informazioni mancano ai commerciali? In quale punto vengono persi i lead? Che cosa dovrebbe migliorare, concretamente, grazie al nuovo sistema?
Il compito del BA è andare oltre la richiesta iniziale e arrivare al bisogno reale.
2. Identifica e coinvolge gli stakeholder
Con il termine stakeholder si indica una persona o un gruppo che può influenzare un progetto oppure essere influenzato dai suoi risultati.
In un progetto aziendale gli stakeholder potrebbero essere il management, i dipendenti, i clienti, i fornitori, il team IT, il commerciale, l’amministrazione, le operations o eventuali partner esterni.
Uno dei compiti del Business Analyst consiste nel capire chi debba essere coinvolto e in quale momento.
Raccogliere soltanto il punto di vista del dirigente che ha richiesto il progetto, infatti, può non essere sufficiente.
Una nuova procedura potrebbe sembrare perfetta sulla carta al management e, allo stesso tempo, rendere molto più complicato il lavoro delle persone che dovranno utilizzarla ogni giorno.
Per ricostruire i diversi punti di vista, il BA può condurre interviste, organizzare workshop, osservare direttamente il lavoro degli utenti, distribuire questionari, analizzare feedback e facilitare incontri.
Queste attività vengono spesso indicate con il termine elicitation, cioè il processo di raccolta e scoperta delle informazioni necessarie.

3. Raccoglie e analizza i requisiti
Quando un progetto prevede l’introduzione o la modifica di una soluzione, bisogna definire con precisione che cosa quella soluzione dovrà permettere di fare.
Il Business Analyst può lavorare su requisiti di business, requisiti degli stakeholder, requisiti funzionali e non funzionali, user story, acceptance criteria e use case.
Facciamo un esempio.
Un e-commerce vuole permettere ai clienti di ordinare online e ritirare il prodotto in negozio.
Scrivere:
“L’utente deve poter ritirare il prodotto in negozio”
non è sufficiente.
Bisogna chiarire quali negozi potranno essere selezionati, come verrà verificata la disponibilità del prodotto, cosa succederà se lo stock termina nel frattempo, come verrà confermata la prenotazione, entro quanto tempo dovrà avvenire il ritiro, come saranno gestiti gli ordini non ritirati e quali sistemi dovranno comunicare tra loro.
Una parte importante del lavoro del BA consiste proprio nel ridurre l’ambiguità prima che si trasformi in un problema durante l’implementazione.
4. Analizza e migliora i processi aziendali
La Business Process Analysis è un’altra area molto importante della professione.
Il Business Analyst può rappresentare il funzionamento attuale di un processo, il cosiddetto AS-IS, e confrontarlo con il processo desiderato in futuro, spesso indicato come TO-BE.
Immagina un’azienda in cui l’approvazione di una fattura avviene ancora in questo modo:
- la fattura arriva tramite email;
- viene stampata;
- passa al responsabile per la firma;
- viene scansionata;
- viene inviata all’amministrazione;
- i dati vengono inseriti manualmente nel gestionale.
Di fronte a un processo del genere, il Business Analyst potrebbe chiedersi: quali passaggi generano davvero valore? Quali sono le duplicazioni? Dove nascono i ritardi? Cosa potrebbe essere digitalizzato? Quali attività potrebbero essere automatizzate? E quali controlli, invece, devono necessariamente rimanere?
Una volta individuati problemi e opportunità, può contribuire a progettare un processo futuro più efficiente.
Per rappresentare i processi possono essere utilizzati strumenti e tecniche come BPMN, flowchart, UML, SIPOC, Value Stream Mapping oppure diagrammi realizzati con software come Miro, Visio e Lucidchart.
5. Valuta possibili soluzioni
Un buon Business Analyst non dovrebbe innamorarsi della prima soluzione proposta.
Il suo compito è anche confrontare alternative.
La risposta a un problema potrebbe essere tecnologica, ma potrebbe anche essere organizzativa, procedurale, formativa oppure nascere dalla combinazione di più interventi.
Per capire quale strada abbia più senso, il BA può contribuire a valutare costi, benefici, rischi, tempi, fattibilità, impatto sulle persone, dipendenze e vincoli.
Immagina che venga proposta una nuova piattaforma da 100.000 euro.
Potrebbe essere uno strumento molto potente. Ma se il problema può essere risolto modificando un processo e configurando meglio un software già presente in azienda, quest’ultima opzione potrebbe generare un valore maggiore.
Il Business Analyst, quindi, non cerca necessariamente la soluzione più sofisticata.
Cerca quella più coerente con il bisogno.
6. Facilita la comunicazione tra persone con esigenze differenti
Una parte molto importante del lavoro riguarda la comunicazione.
Persone diverse possono osservare lo stesso progetto attraverso prospettive completamente differenti.
Un manager potrebbe ragionare soprattutto in termini di ricavi, costi, clienti e obiettivi.
Uno sviluppatore potrebbe concentrarsi su API, database, sistemi e integrazioni.
Un utente, invece, potrebbe limitarsi a dire:
“Questa schermata mi fa perdere troppo tempo.”
Il Business Analyst deve riuscire a far dialogare questi mondi.
Per questo sono particolarmente importanti capacità come ascolto, facilitazione, negoziazione, sintesi, comunicazione scritta e presentazione.
Dire che il BA “traduce dal business all’IT”, quindi, è ancora una volta una semplificazione.
Il suo obiettivo è più ampio: creare una comprensione condivisa del problema e della soluzione.
7. Supporta testing e validazione
Quando una soluzione viene realizzata, il lavoro non finisce.
Bisogna verificare che ciò che è stato costruito risponda davvero alle esigenze individuate all’inizio.
Il Business Analyst può quindi contribuire alla definizione degli acceptance criteria, alla preparazione degli scenari di test, agli User Acceptance Test (UAT), alla raccolta dei feedback, alla verifica dei requisiti e alla gestione delle anomalie.
La domanda non è soltanto:
“Il sistema funziona?”
Ma anche:
“Il sistema risolve il problema per cui è stato costruito?”
Sono due verifiche diverse, ed entrambe sono importanti.
8. Misura i risultati dopo l’implementazione
Un progetto non dovrebbe essere considerato un successo soltanto perché è stato completato nei tempi previsti.
Torniamo all’esempio di un nuovo CRM.
Il sistema è stato installato, gli utenti riescono ad accedere e le integrazioni funzionano.
Tecnicamente, tutto sembra essere andato bene.
Poi, però, passano sei mesi e si scopre che i commerciali continuano a usare Excel, molti dati non vengono inseriti, i lead vengono ancora persi e le vendite non sono migliorate.
Quindi, il progetto può anche essere stato completato dal punto di vista tecnico, ma sul piano del valore potrebbe aver fallito.
Per questo un Business Analyst può contribuire a definire e monitorare KPI relativi, per esempio, a tempi, costi, errori, conversioni, produttività, soddisfazione e utilizzo della soluzione.
Il vero obiettivo della Business Analysis non è produrre documenti.
È contribuire a produrre risultati migliori.
Un esempio completo di come opera un Business Analyst
Immaginiamo una società di assicurazioni.
Il customer care riceve migliaia di chiamate perché i clienti non riescono a capire a che punto si trovi una pratica.
Fase 1 – Il problema
Il Business Analyst inizia raccogliendo informazioni.
Analizza le chiamate, osserva i processi, verifica i sistemi utilizzati e legge i reclami.
Dall’analisi emerge che il cliente non riceve aggiornamenti tra l’apertura e la chiusura della pratica.
Fase 2 – Gli stakeholder
A questo punto vengono coinvolte le persone e le funzioni interessate dal processo: customer care, liquidatori, IT, marketing, clienti e compliance.
Ognuno può contribuire con informazioni differenti.
Fase 3 – Il processo AS-IS
Il BA ricostruisce il processo attuale e identifica in quali momenti vengono generati gli aggiornamenti e dove, invece, si interrompe il flusso di informazioni verso il cliente.
Fase 4 – La soluzione
Il team valuta diverse alternative e decide di introdurre un’area personale in cui il cliente possa vedere automaticamente lo stato della propria pratica.
Fase 5 – I requisiti
Il Business Analyst contribuisce quindi a definire ciò che la soluzione dovrà prevedere: stati visibili al cliente, notifiche, autorizzazioni, integrazioni con altri sistemi e regole di funzionamento.
Fase 6 – Il testing
Prima del rilascio, gli utenti provano il sistema e segnalano eventuali problemi.
Fase 7 – La misurazione
Dopo l’introduzione della soluzione, vengono osservati indicatori come il numero di chiamate al customer care, l’utilizzo dell’area personale, la soddisfazione dei clienti e i tempi di gestione.
L’intero processo può essere sintetizzato così:
problema → analisi → collaborazione → soluzione → risultato
Ed è una buona rappresentazione del cuore del lavoro di un Business Analyst.
Tipologie di Business Analyst
“Business Analyst” è un titolo piuttosto ampio e può comprendere specializzazioni diverse. Vediamole insieme…
IT Business Analyst
Lavora soprattutto su sistemi informativi, applicazioni, integrazioni e progetti di trasformazione digitale.
Functional Business Analyst
Si concentra sulla traduzione delle esigenze di business in requisiti funzionali e lavora spesso con ERP, CRM o altre piattaforme specialistiche.
Process Business Analyst
È maggiormente orientato all’analisi dei processi, all’efficienza operativa e all’organizzazione.
CRM Business Analyst
Lavora in particolare su processi commerciali, clienti, CRM e customer journey.
Finance Business Analyst
Si concentra su analisi, processi e performance legate all’area economico-finanziaria.
Supply Chain Business Analyst
Analizza processi logistici, approvvigionamento, magazzino e supply chain.
Business Data Analyst
È una figura più vicina al mondo dei dati e utilizza strumenti di analytics per supportare problemi e decisioni di business.
Naturalmente, i confini non sono sempre così rigidi.
Due aziende potrebbero pubblicare un annuncio con lo stesso job title e cercare, in realtà, profili piuttosto diversi.

Quali competenze deve avere un Business Analyst?
Un Business Analyst lavora in un punto d’incontro tra business, analisi, tecnologia e persone.
Per questo ha bisogno di competenze diverse tra loro.
1. Pensiero analitico
Un problema come:
“I clienti sono insoddisfatti”
è troppo generico per poter essere affrontato direttamente.
Il BA deve riuscire a scomporlo.
Quali clienti sono insoddisfatti? Rispetto a quale servizio? In quale fase dell’esperienza? Quali dati confermano il problema? Da quanto tempo si verifica? E quali cause potrebbero spiegarlo?
Pensare in modo analitico significa proprio trasformare un problema ampio in domande che possano essere verificate.
2. Pensiero critico
Un’altra capacità fondamentale consiste nel non accettare automaticamente ogni richiesta come se fosse già la soluzione corretta.
Quando uno stakeholder propone qualcosa, il Business Analyst deve essere in grado di chiedere:
“Perché?”
“Quali evidenze abbiamo?”
“Esistono alternative?”
“Che cosa succederebbe se scegliessimo un approccio diverso?”
Secondo il Global State of Business Analysis 2026 di IIBA, pensiero critico e comunicazione continuano a rientrare tra le competenze umane più importanti nella professione.
3. Comunicazione
È probabilmente una delle competenze più importanti in assoluto.
Un Business Analyst deve saper intervistare, ascoltare, spiegare, sintetizzare, negoziare, presentare e documentare.
Puoi essere molto bravo con Excel o SQL, ma se non riesci a capire le persone che utilizzano un processo e a comunicare efficacemente con loro, avrai difficoltà a lavorare bene come BA.
4. Stakeholder management
Gli stakeholder non vogliono sempre la stessa cosa.
Il commerciale potrebbe chiedere:
“Dobbiamo rendere questa procedura più veloce.”
Il reparto compliance potrebbe rispondere:
“Dobbiamo aggiungere altri controlli.”
Entrambe le richieste possono avere senso.
Il compito del Business Analyst è aiutare il gruppo a comprendere le esigenze in gioco, far emergere eventuali conflitti e contribuire alla ricerca di un equilibrio.
5. Analisi di processo
Un BA dovrebbe imparare a osservare e rappresentare i processi, individuare colli di bottiglia, riconoscere duplicazioni, identificare rischi e progettare possibili miglioramenti.
6. Analisi dei requisiti
Nei progetti digitali diventa particolarmente importante saper trasformare esigenze spesso generiche in requisiti comprensibili, coerenti, verificabili e sufficientemente dettagliati.
7. Data literacy
Business Analyst e Data Analyst non sono la stessa figura.
Questo, però, non significa che un BA possa ignorare completamente i dati.
Essere data literate può voler dire saper utilizzare Excel, comprendere KPI e dashboard, realizzare semplici analisi descrittive, interrogare informazioni e utilizzare i dati per verificare un’ipotesi.
In alcuni ruoli può essere utile conoscere anche SQL.
8. Conoscenza del business
Più conosci il settore in cui lavori, più facilmente riesci a riconoscere problemi, rischi e opportunità.
Un Business Analyst che opera in banca, con il tempo, dovrà comprendere sempre meglio il settore bancario.
Chi lavora nella logistica dovrà familiarizzare con processi e terminologia della supply chain.
Questa conoscenza viene spesso indicata come domain knowledge, ma non è necessario possederla tutta il primo giorno.
Infatti, si costruisce gradualmente con l’esperienza.
Le soft skill più importanti
Oltre alle competenze più tecniche, il ruolo richiede diverse capacità trasversali.
Tra le più importanti troviamo ascolto, curiosità, empatia, comunicazione, negoziazione, problem solving, adattabilità, precisione, capacità di lavorare in team e gestione dell’ambiguità.
Un buon Business Analyst, infatti, non è necessariamente la persona che conosce già tutte le risposte.
Molto spesso è quella che sa fare la domanda giusta.
Quali strumenti usa un Business Analyst?
Non esiste uno stack di strumenti valido per tutti.
Dipende dall’azienda, dal settore e dal tipo di progetto.
| Attività | Strumenti possibili |
| Analisi dati | Excel, SQL, Power BI, Tableau |
| Process mapping | Visio, Bizagi, Lucidchart, Miro |
| Requirements | Jira, Confluence, Azure DevOps |
| Workshop | Miro, Teams, Meet, Zoom |
| Documentazione | Confluence, Notion, Word, Google Docs |
| Prototipazione | Figma, Balsamiq |
| Reporting | Excel, Power BI, PowerPoint |
| Project collaboration | Jira, Trello, Asana, Monday |
È importante, però, non confondere gli strumenti con le competenze.
Saper usare Jira non significa automaticamente saper analizzare un requisito.
Conoscere Power BI non significa saper scegliere un KPI utile.
Saper disegnare correttamente un diagramma BPMN non significa essere in grado di migliorare un processo.
Gli strumenti aiutano il Business Analyst a lavorare, ma non sostituiscono il ragionamento.
Un Business Analyst deve sapere SQL?
Non necessariamente, dipende molto dal tipo di ruolo.
Se lavori soprattutto su processi, organizzazione, requirements o sistemi ERP, SQL potrebbe essere semplicemente un vantaggio aggiuntivo.
Se invece il contesto è fortemente data-driven, conoscerne almeno le basi può diventare molto utile.
Saper eseguire query semplici permette, per esempio, di verificare dati, fare controlli, esplorare informazioni e collaborare in modo più autonomo con i team tecnici.
Quindi, per chi vuole diventare Business Analyst SQL è una competenza utile, ma non universalmente obbligatoria.
Serve saper programmare?
Generalmente no.
Il Business Analyst non è uno sviluppatore e non è necessario conoscere Python, Java o altri linguaggi di programmazione per poter entrare nella professione.
Una buona alfabetizzazione tecnologica, però, aiuta.
Comprendere almeno a livello generale concetti come database, API, cloud, integrazioni, frontend, backend e sistemi informativi rende più semplice dialogare con i professionisti tecnici e capire limiti e possibilità delle soluzioni.
L’obiettivo non è scrivere codice, ma riuscire a confrontarsi efficacemente con chi lo scrive.
Come sta cambiando il Business Analyst con l’Intelligenza Artificiale?
L’intelligenza artificiale sta modificando anche diverse attività legate alla Business Analysis.
Un Business Analyst può utilizzare strumenti AI per sintetizzare documentazione, organizzare grandi quantità di informazioni, generare prime bozze, analizzare feedback, preparare domande per un’intervista o un workshop, esplorare alternative, supportare la definizione dei requisiti, generare casi di test o facilitare alcune attività di ricerca.
Secondo il Global State of Business Analysis 2026 di IIBA, il 69% dei professionisti intervistati ritiene che l’AI abbia un impatto positivo sulla propria carriera.
Tra gli utilizzi segnalati compaiono soprattutto attività di drafting e formattazione, comunicazione e documentazione, ideazione e problem solving.
Questo, però, non significa automaticamente che l’intelligenza artificiale sostituirà il Business Analyst.
Semmai cambia il peso relativo delle diverse attività.
Per esempio, se produrre una prima bozza di documentazione richiede meno tempo, diventano ancora più importanti capacità come pensiero critico, giudizio, comprensione del contesto e gestione degli stakeholder.
Un sistema AI può sicuramente aiutarti a produrre dieci user story, ma qualcuno deve ancora capire se il problema è stato interpretato correttamente, se i requisiti hanno davvero senso, se mancano stakeholder importanti, quali rischi esistono e se la soluzione proposta genererà valore.
Anche i progetti AI hanno bisogno di Business Analysis
Esiste poi il tema opposto.
Non soltanto:
“Come può l’AI aiutare un Business Analyst?”
ma anche:
“Come può un Business Analyst aiutare un’azienda a utilizzare bene l’AI?”
Immagina un’organizzazione che voglia introdurre un agente AI in uno dei propri processi.
Prima di farlo, deve comunque definire un obiettivo, capire il processo in cui lo strumento verrà inserito, identificare i dati necessari, stabilire vincoli e autorizzazioni, chiarire responsabilità e controlli, gestire eventuali escalation e decidere quali KPI utilizzare per valutarne i risultati.
Sono, a tutti gli effetti, problemi tipici di Business Analysis.
Come diventare Business Analyst
Non esiste una sola strada per arrivare a questa professione.
I percorsi possono essere molto diversi e dipendono anche dal tipo di Business Analysis verso cui vuoi orientarti.
Università
Tra i percorsi universitari frequentemente collegati alla Business Analysis troviamo:
- Economia;
- Management;
- Ingegneria Gestionale;
- Informatica;
- Statistica;
- Data Science;
- discipline economico-quantitative.
Economia e Management possono offrire una buona base sui processi aziendali.
Ingegneria Gestionale combina aspetti organizzativi e quantitativi.
Informatica può essere particolarmente interessante per chi vuole lavorare come IT Business Analyst.
Statistica e Data Science, invece, possono risultare utili per ruoli maggiormente orientati ai dati.
La scelta dipende quindi anche dal tipo di profilo che vuoi costruire.
Leggi anche: ITS o Università: quale formazione post diploma scegliere
ITS Academy
Per chi ha terminato la scuola superiore e cerca un percorso maggiormente professionalizzante, un’altra possibilità è rappresentata dagli ITS Academy.
Percorsi collegati a gestione d’impresa, digital transformation, data analytics, sistemi informativi e organizzazione aziendale possono fornire alcune delle competenze utili per avvicinarsi alla Business Analysis.
Uno degli elementi caratteristici degli ITS è il peso dato alle attività pratiche: laboratori, project work, docenti e professionisti provenienti dalle imprese, oltre agli stage.
Costruisci esperienza attraverso progetti
La Business Analysis non si impara soltanto studiando teoria.
Una parte importante dell’apprendimento arriva provando ad applicare concetti e strumenti a problemi reali o realistici.
Se sei all’inizio, puoi costruire un piccolo portfolio personale, ad esempio immagina di dover gestire un processo reale come la prenotazione di una visita medica
Prova a rappresentare:
- il processo AS-IS;
- i principali problemi;
- gli stakeholder coinvolti;
- un possibile processo TO-BE.
Oppure immagina che un’azienda voglia automatizzare un’attività amministrativa.
Analizza il problema, i costi, i benefici, i rischi, le possibili alternative e i KPI con cui valuteresti il risultato.
Un portfolio di questo tipo racconta molto più di una semplice lista di software inserita nel curriculum.
Mostra come ragioni.

Come trovare il primo lavoro da Business Analyst
Quando inizi a cercare lavoro, non limitarti alla keyword “Business Analyst”.
Le posizioni di ingresso possono comparire con titoli diversi, per esempio:
- Junior Business Analyst;
- IT Business Analyst;
- Functional Analyst;
- Junior Functional Consultant;
- Process Analyst;
- Business Process Analyst;
- PMO;
- Junior Consultant;
- CRM Analyst.
Anche in questo caso, il titolo non racconta tutto.
Leggi soprattutto le responsabilità, le competenze richieste, il settore, gli strumenti citati e i requisiti di ingresso.
Un recente annuncio per Business Analyst, per esempio, richiedeva competenze relative a requisiti, processi, Agile/SDLC, documentazione, Excel e PowerPoint, insieme alla capacità di interagire con stakeholder tecnici e di business.
È un buon esempio di quanto questa professione richieda contemporaneamente hard skill e soft skill.
Le certificazioni per Business Analyst
Le certificazioni non sono obbligatorie per lavorare come Business Analyst.
Possono però essere utili per dare struttura alle competenze, dimostrare alcune conoscenze, crescere professionalmente o lavorare in contesti internazionali.
Tra le certificazioni IIBA troviamo:
- ECBA – Entry Certificate in Business Analysis, pensata per chi si sta avvicinando alla Business Analysis e vuole validare le conoscenze fondamentali;
- CCBA – Certification of Capability in Business Analysis, destinata a professionisti che possiedono già esperienza pratica;
- CBAP – Certified Business Analysis Professional, rivolta a Business Analyst con diversi anni di esperienza.
Esistono inoltre certificazioni specialistiche dedicate ad Agile Analysis, Business Data Analytics, Product Ownership Analysis e Cybersecurity Analysis.
Se sei all’inizio, però, è importante non attribuire alla certificazione un valore che non può avere.
Infatti, una certificazione, da sola, non sostituisce completamente la pratica.
Certificazione + progetti + esperienza è generalmente una combinazione molto più interessante.
Quanto guadagna un Business Analyst in Italia?
Lo stipendio di un Business Analyst può cambiare sensibilmente in base a esperienza, settore, città, azienda, responsabilità, specializzazione e competenze tecniche.
Per questo è meglio evitare cifre troppo rigide.
A settembre 2026, Indeed Italia indica per il ruolo di Business Analyst una retribuzione base media di circa 34.600 euro annui, sulla base degli stipendi segnalati sulla piattaforma.
Le rilevazioni Glassdoor mostrano valori centrali intorno ai 30 mila euro, con intervalli tipici che possono andare indicativamente dai 26 mila euro verso fasce superiori ai 30-35 mila euro.
Le singole offerte, naturalmente, possono essere molto diverse.
Recenti annunci italiani mostrano, per esempio, posizioni IT Business Analyst a partire da circa 28.000 euro, ruoli con alcuni anni di esperienza intorno ai 30.000-35.000 euro e posizioni senior o specialistiche che possono raggiungere livelli sensibilmente superiori.
Questi numeri non vanno interpretati come uno stipendio garantito.
Servono piuttosto a mostrare quanto il titolo “Business Analyst” possa comprendere ruoli diversi per seniority, settore e complessità.
Cosa fa crescere lo stipendio di un Business Analyst?
Con l’esperienza, diventano sempre più importanti elementi come la conoscenza del settore, l’autonomia, la capacità di gestire stakeholder, la partecipazione a progetti complessi, le competenze tecnologiche, la facilitazione, la process analysis, la conoscenza dei dati, l’esperienza internazionale, l’inglese e il livello di responsabilità.
Un Business Analyst senior non viene pagato di più soltanto perché conosce un numero maggiore di software.
Viene pagato soprattutto perché riesce ad affrontare problemi più complessi e a supportare decisioni con un impatto maggiore.
Business Analyst, Data Analyst, BI Analyst, Project Manager e Product Owner: differenze
Questi ruoli vengono spesso confusi perché, in alcuni progetti, collaborano strettamente tra loro.
Il loro focus principale, però, è differente.
| Ruolo | Domanda principale |
| Business Analyst | Qual è il problema e quale soluzione può generare valore? |
| Data Analyst | Cosa ci dicono i dati? |
| BI Analyst | Come trasformiamo dati aziendali in insight e reporting? |
| Project Manager | Come completiamo il progetto rispettando tempi, costi e scope? |
| Product Owner | Quali funzionalità e priorità massimizzano il valore del prodotto? |
Business Analyst vs Data Analyst
Il Data Analyst lavora principalmente sui dati.
Può pulire dataset, effettuare analisi, creare dashboard, individuare pattern e produrre insight.
Il Business Analyst, invece, può utilizzare i dati, ma il suo raggio d’azione è generalmente più ampio.
Nel suo lavoro entrano anche stakeholder, requisiti, processi, problemi, soluzioni e cambiamento organizzativo.
L’analisi dei dati, quindi, può essere una delle tecniche utilizzate dal BA per capire meglio un problema, ma non rappresenta necessariamente il centro del ruolo.
Business Analyst vs Business Intelligence Analyst
Il Business Intelligence Analyst tende a concentrarsi maggiormente su data warehouse, reporting, dashboard, Power BI, Tableau, SQL e KPI.
Invece, il Business Analyst può utilizzare gli output prodotti dalla Business Intelligence per supportare decisioni relative a processi, problemi e possibili soluzioni.
Business Analyst vs Project Manager
Il Project Manager è responsabile soprattutto della gestione del progetto.
Il suo lavoro riguarda tempi, attività, risorse, budget, rischi e avanzamento.
Per quanto riguarda il Business Analyst, esso si concentra maggiormente sul bisogno da soddisfare, sui requisiti, sugli stakeholder, sulla soluzione e sul valore che deve essere generato.
I due ruoli collaborano spesso, ma rispondono a domande diverse.
Business Analyst vs Product Owner
Nei team Agile il confine può essere meno netto.
Il Product Owner ha responsabilità fortemente legate al valore e alle priorità del prodotto.
Il Business Analyst può supportarlo attraverso analisi, gestione degli stakeholder, definizione dei requisiti e studio dei processi.
In alcune aziende le due responsabilità possono anche convergere nella stessa persona.
Dove lavora un Business Analyst?
La Business Analysis può essere applicata in moltissimi settori.
Tra i più comuni troviamo consulenza, banche, assicurazioni, fintech, software, telecomunicazioni, energia, sanità e farmaceutica, retail, e-commerce, logistica e Pubblica Amministrazione.
Il Global State of Business Analysis 2026 di IIBA indica consulenza e servizi professionali, salute e energia tra i settori che continuano a mostrare livelli retributivi elevati a livello internazionale.
Questo non significa, naturalmente, che siano automaticamente le scelte migliori per chiunque.
Il settore va valutato anche in base ai propri interessi e al tipo di problemi su cui si desidera lavorare.
Quali possibilità di carriera ha un Business Analyst?
Un possibile percorso di crescita può essere:
Junior Business Analyst
↓
Business Analyst
↓
Senior Business Analyst
↓
Lead Business Analyst
Non è però l’unica possibilità.
Con il tempo, le competenze sviluppate nella Business Analysis possono aprire la strada verso ruoli come Business Analysis Manager, Product Owner, Product Manager, Project Manager, Process Manager, Digital Transformation Manager, Business Architect, consulente o posizioni manageriali.
Uno degli aspetti interessanti della Business Analysis è proprio la trasferibilità delle competenze.
Non esiste un’unica progressione valida per tutti.

Il lavoro da Business Analyst fa per te?
Potrebbe essere una professione interessante se ti piace capire come funzionano le aziende, fai molte domande e trovi stimolante risolvere problemi che inizialmente non hanno una risposta chiara.
Potresti trovarti bene anche se ti interessano dati e numeri, ma non vuoi lavorare esclusivamente sui dati; se ti piace confrontarti con persone diverse; se riesci a vedere collegamenti tra aree differenti; se trovi interessante la tecnologia senza necessariamente voler programmare oppure se ti diverte capire come migliorare un processo.
Al contrario, il ruolo potrebbe risultare meno adatto se cerchi un lavoro completamente individuale, con pochissime riunioni, con un livello minimo di ambiguità o nel quale qualcun altro definisca sempre nel dettaglio che cosa devi fare.
Una parte importante del lavoro del Business Analyst consiste proprio nell’affrontare situazioni in cui la risposta, all’inizio, non è ancora chiara.
Studiare gestione d’impresa dopo il diploma
Se hai terminato la scuola superiore e ti interessa il mondo dell’analisi aziendale, può essere utile costruire prima di tutto una buona base in ambiti come organizzazione, economia aziendale, contabilità, controllo di gestione, processi, business plan, project management e dati.
Il percorso biennale ITSSIxellence in Amministrazione e Gestione d’Impresa è orientato allo sviluppo di competenze pratiche legate alla gestione aziendale.
Tra gli ambiti affrontati rientrano contabilità e bilancio, controllo dei costi, analisi economico-finanziaria, business plan, organizzazione, risorse umane e project management.
La formazione comprende inoltre attività pratiche, progetti e stage in azienda.
Un percorso di questo tipo può rappresentare una base utile per avvicinarsi a professioni legate all’amministrazione, alla gestione e all’analisi aziendale, integrando successivamente competenze più specifiche di Business Analysis come process modelling, requirements analysis, data literacy, strumenti digitali e stakeholder management.
Conclusioni: il Business Analyst trasforma problemi in decisioni migliori
Il lavoro del Business Analyst non si riduce alla produzione di documenti, dashboard o requisiti. Il suo contributo più importante sta nella capacità di mettere in relazione elementi che, all’interno di un’organizzazione, vengono spesso considerati separatamente: persone, processi, dati, tecnologia e obiettivi aziendali.
Prima di cercare una soluzione, deve capire con precisione quale problema si sta cercando di risolvere. Questo significa mettere in discussione ciò che viene dato per scontato, fare le domande giuste, interpretare i dati senza perdere di vista le persone coinvolte e trasformare situazioni complesse o poco definite in indicazioni più chiare su cui costruire decisioni concrete.
L’intelligenza artificiale renderà sicuramente più rapide alcune attività e gli strumenti utilizzati nella Business Analysis continueranno a evolversi. Resteranno però fondamentali competenze difficili da ridurre a un semplice strumento: comprendere i bisogni, gestire l’ambiguità, confrontare alternative e riconoscere quali soluzioni possono generare un valore reale per l’organizzazione.
Se questo modo di affrontare i problemi ti interessa, puoi iniziare costruendo buone basi di gestione d’impresa, process analysis, dati e tecnologia. La teoria, però, è soltanto una parte del percorso: prova anche ad applicarla a situazioni concrete, analizzando un processo, un problema aziendale o un piccolo caso reale.
In fondo, ciò che distingue un buon Business Analyst non è soltanto la quantità di conoscenze che possiede, ma la capacità di utilizzarle per comprendere meglio un problema e contribuire a trovare una soluzione realmente utile.








