Tra competenze digitali e soft skill: le professioni più richieste in Italia

Pubblicato il Aprile 1, 2020 da
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Sei un appassionato di informatica e vorresti trasformare questa tua passione in lavoro, ma non sai come?
Tranquillo, sei fortunato, il mercato del lavoro negli ultimi anni si sta orientando proprio verso i lavori che utilizzano le nuove tecnologie digitali. Ma vediamo quali sono le professioni e le competenze maggiormente richieste.

Quali sono le professioni più richieste in Italia

Per quanto riguarda il mercato del lavoro, oggi sicuramente molte possibilità di occupazione provengono dal settore ICT.

Infatti, secondo gli ultimi dati sono poco più di 106.000 gli annunci di lavoro sul web rivolti a profili ICT a livello nazionale nell’anno 2018, con una crescita del 3,7 % rispetto all’anno precedente. Particolarmente richiesto, risulta essere il profilo dello sviluppatore web seguito da figure professionali come i Digital Consultant, Digital Media Specialist, Systems Analyst, Systems Administrator, Service Support, Business Information Manager, Enterprise Architect e Test Specialist .

Tuttavia, oltre queste professioni citate ce ne sono altre la cui crescita è stata imponente nel corso dell’ultimo anno. Queste figure sono quelle dei Big Data Specialist, il Quality Assurance Manager, il Cloud Computing Specialist e lo Scrum  Master.

A dire la verità, le opportunità lavorative non sono distribuite in modo omogeneo su tutto il territorio nazionale, infatti, il nord-ovest, con una percentuale complessiva del 45% (48% nel 2017), è in generale l’area geografica che esprime la maggiore domanda per tutti i profili ICT. Nord- est e centro hanno complessivamente valori simili, 26% il nord est e il 21% il centro (25% e 20% rispettivamente nel 2017). Il sud e le isole riportano una quota dell’8%, con picchi del 15% su figure che esprimono potenziali nuove professioni, come Blockchain ed AI Specialist.

Per approfondire: Blockchain e formazione: la cultura fatta a blocchi (di Valore)

Significativa è la richiesta di CIO nel nord-est (50%). In termini di potenziali nuove professioni, si distingue il Big Data Specialist, particolarmente richiesto nel nord- ovest (45%) e centro (30%), mentre il Data Scientist è maggiormente richiesto nel nord-ovest (58%). Infine, tra le figure consolidate, è da notare il Technical Specialist, ricercato quasi esclusivamente nel nord-ovest e nord- est (39% e 37% rispettivamente).

Da leggere: Le figure professionali più richieste dal mercato del lavoro digitale

 

Osservatorio competenze digitali 2019

Anche quest’anno le maggiori Associazioni ICT in Italia: AICA, Anitec-Assinform, Assintel e Assinter Italia, con il contributo di CFMT e il patrocinio di MIUR e AGID hanno condotto uno studio sulla situazione del settore ICT in Italia, dal quale è emerso che il paese è ancora indietro, sia nel formare le competenze che servono alle aziende, sia nel creare una cultura digitale condivisa.

Infatti, secondo questo studio “Osservatorio competenze digitali 2019” il fabbisogno di figure specializzate per il triennio 2019-2021 sia per motivi di sostituzione del personale in età da pensionamento sia per la creazione di nuovi posti di lavori dovuti all’espansione del settore si attesta a 67.100 unità nell’ipotesi conservativa e a 94.500 nell’ipotesi più ottimistica.

Tuttavia, il nostro sistema scolastico non è in grado di far fronte a questa richiesta di lavoro, infatti le stime mostrano un flusso in entrata nel mercato del lavoro di circa 81.700 unità di cui circa due terzi diplomati e poco più di un terzo laureati.

Ad un primo confronto non emerge una così elevata differenza tra domanda e offerta. A fronte di un fabbisogno nel triennio che oscilla tra le 67.000 unità nell’ipotesi conservativa e le 94.000 unità nell’ipotesi ottimistica i livelli dell’offerta si attestano a 79.000 unità.

Il gap complessivo così calcolato risulta positivo nell’ipotesi ottimistica e negativo in quella conservativa.

Digital Skills

Digital Skills

La vera differenza sta nel fatto che la maggior parte delle posizioni aperte sono rivolte a laureati (62% rispetto al 38% dei diplomati) a fronte di un’offerta di professionisti ICT costituita per il 35% da laureati e il 65% da diplomati.

Se prendiamo in considerazione questi dati ci troviamo di fronte ad una carenza di laureati rispetto alle richieste del mercato ed un surplus di diplomati. Si tratta di diplomati pronti a immettersi sul mercato del lavoro con qualifiche ICT ma non ancora in possesso delle competenze richieste.

L’unica soluzione per non smarrire questo capitale umano è quella di puntare sulla formazione direttamente all’interno delle Imprese, oppure potenziare i corsi post-diploma in particolare l’offerta formativa degli ITS.

Da leggere: Competenze tecniche e soft skills. Come scrivere il Curriculum

 

Professioni emergenti: il ritardo del sistema scolastico e universitario

Come abbiamo visto nel precedente paragrafo la differenza tra domanda e richiesta è destinata ad aumentare nonostante l’aumento a doppia cifra dei laureati ICT (a tre anni dal picco di aumenti nelle immatricolazioni) e una diminuzione della dispersione dei diplomati ICT.

Il dato più rilevante, che emerge dall’analisi delle offerte di lavoro, è la crescente importanza attribuito al possesso di un mix adeguato di skill digitali e soft skill.

Acquisire questo mix di skill tecnologici, manageriali e soft in tempi rapidi richiede percorsi di studio più innovativi (anche con tecniche di autoapprendimento) e continua esperienza sul campo. Per fare questo è necessario puntare sull’allineamento dei percorsi di studio verso l’innovazione e l’interdisciplinarietà, fornendo così agli studenti le competenze necessarie per entrare direttamente nel mondo del lavoro, senza un ulteriore periodo di formazione.

Naturalmente per fare questo è indispensabile una maggiore cooperazione tra aziende, scuola, università e ricerca oltre che al continuo aggiornamento delle competenze dei docenti.

Importante da questo punto di vista sarebbe puntare sull’ampliamento dei percorsi ITS nel settore ICT, gli unici al momento in grado di poter assicurare nel breve periodo un numero adeguato di professionisti in possesso delle competenze richieste in modo da sopperire alla carenza attuale e traghettare il paese nella nuova era digitale.

Da leggere: Formazione tecnica superiore: l’offerta degli ITS del Lazio


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Una replica a “Tra competenze digitali e soft skill: le professioni più richieste in Italia”

  1. italy ha detto:

    Questo articolo è scritto molto bene e molto
    utile.
    Baci! 🙂

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