Corsi di specializzazione tecnica post diploma che aprono al lavoro

Pubblicato il Agosto 27, 2019 da
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Una volta ottenuta la maturità si presentano tante possibili opportunità e percorsi di studio o lavoro da scegliere.

Tuttavia, molto spesso ci si limita a scegliere tra l’Università ed un inserimento diretto nel mondo lavorativo senza alcuna qualifica.

In realtà non esistono solamente queste due possibilità, ma anche una terza, quella dei Corsi di specializzazioni tecnica post diploma.

Proprio come con i Corsi Universitari anche per i Corsi di Specializzazione tecnica post diploma esistono diverse scelte in base al settore di specializzazione prescelto.

In questo articolo vedremo quali percorsi professionali sono attivi oggi in Italia, cercando di spiegare quali sono le principali caratteristiche e in cosa si differenziano tra di loro.

Formazione alternativa all’Università: i Corsi di Formazione Professionale

Oggi in Italia esistono diversi corsi di formazione tecnica professionale. Il settore, nel quale si sta cercando di portare avanti più iniziative è quello delle nuove tecnologie informatiche e della comunicazione, soprattutto per rispondere alle esigenze delle imprese.

Questa tipologia di corsi può essere erogata sia dalle singole Regioni, di solito a titolo gratuito per il partecipante, oppure da singoli Enti di formazione privati, in questo ultimo caso i corsi possono essere, sia gratuiti grazie a fondi pubblici o sponsorizzazioni di un’impresa partner dell’Ente, oppure a pagamento.

Questi corsi possono avere una durata diversa in base alla figura professionale da formare, ma di solito non superano l’anno e ultimamente, anche per cercare di favorire l’inserimento dell’allievo nel mondo lavorativo è sempre più comune trovare corsi, che assieme alla parte teorica prevedono uno stage, durante il quale, l’allievo può testare in modo pratico ciò che ha imparato in aula.

Per questa tipologia di corsi, attualmente in Italia non è previsto il rilascio di un titolo di studio riconosciuto dal MIUR (Ministero dell’Istruzione), ma semplicemente un attestato di frequenza del corso.

Attualmente gli unici percorsi didattici per il quale è previsto il rilascio di un titolo di studio riconosciuto dal MIUR sono i Corsi IFTS e gli ITS.

Da leggere: Giovani e Lavoro: cosa fare dopo il diploma

 

Cosa sono i Corsi IFTS (Istruzione e Formazione Tecnica Superiore)

I Corsi IFTS sono stati istituiti a livello nazionale dall’articolo 69 della Legge n.144 del 1999 e riorganizzati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 gennaio 2008.

Possono accedere agli IFTS i ragazzi tra i 18 e i 29 anni in possesso del Diploma e che dimostrano attraverso il superamento di un apposito test di avere i requisiti matematici e linguistici minimi.

Gli IFTS sono percorsi formativi della durata variabile tra le 800 e le 1200 ore, compressivo di un tirocinio per almeno il 30% delle ore.

Le lezioni devono essere svolte per almeno il 50% da professionisti provenienti dal mondo del lavoro.

Questi percorsi prevedono la collaborazione tra enti della formazione professionale, istituti di istruzione superiore, università e imprese e attualmente sono divisi in 7 aree professionali:

  • Agroalimentare;
  • Manifattura e artigianato;
  • Meccanica impianti e costruzioni;
  • Cultura, informazione e tecnologie informatiche;
  • Servizi commerciali;
  • Turismo e sport;
  • Servizi alla persona.

Al termine del percorso si dovrà effettuare un test finale per verificare il raggiungimento degli obiettivi formativi e l’acquisizione delle competenze. Al superamanto dell’esame finale, l’allievo ottiene il certificato di specializzazione tecnica superiore, corrispondente al 4º livello del quadro europeo delle qualifiche (QEQ).

 

Cosa sono gli ITS (Istituti Tecnici Superiori)

Gli ITS sono percorsi formativi, alternativi all’Università della durata di due anni per un totale di 1800/2000 ore di formazione, di cui almeno il 30% da effettuarsi come tirocinio presso le aziende del settore.

Quello che contraddistingue gli ITS dalle altre offerte formative è l’obbligo di avere almeno il 50% dei docenti provenienti dal mondo lavorativo, quindi professionisti che ogni giorno sono in contatto con le aziende, enti ed imprenditori e ne comprendono appieno le problematiche e le esigenze.

Didattica esperenziale

Oltre questo, è fondamentale anche la metodologia di apprendimento che viene usata in questi corsi, una metodologia che si basa su una didattica esperienziale dove l’apprendimento si realizza attraverso l’azione e la sperimentazione di situazioni, compiti, ruoli affrontati in situazioni di incertezza e complessità, simili alla realtà lavorativa di tutti i giorni.

Questo, deriva dalla necessità di sopperire alla distanza tra le competenze richieste dalle aziende e quelle che vengono fornite durante la formazione, al fine di preparare l’allievo ad un inserimento positivo e attivo nel mondo del lavoro, soprattutto in virtù delle nuove evoluzioni in campo tecnologico ed informatico.

Da leggere: Alta specializzazione tecnologica: le PMI alla ricerca di “Virgilio”

 

Indirizzi e aree tecnologiche degli Istituti Tecnici Superiori

Questi percorsi sono rivolti a tutti gli studenti in possesso di un diploma e sono divise in 6 Aree Tecnologie allo scopo di formare 29 figure professionali considerate fondamentali per il progresso e l’innovazione del paese.

Queste aree Tecnologiche sono:

  • Efficienza energetica;
  • Mobilità sostenibile;
  • Nuove tecnologie per la vita;
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali;
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Al termine del percorso formativo biennale, una volta superato il test finale si ottiene il Diploma di Tecnico Superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche. Per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo, il titolo è corre­dato dall’EUROPASS diploma supplement.

Inoltre, per gli alunni che decidono di continuare la formazione attraverso un percorso universitario è previsto un riconoscimento di 40 crediti formativi per i percorsi biennali e di 62 crediti formativi per quelli triennali.

Questa tipologia di formazione è presente anche all’estero da molti più anni e in un certo senso gli ITS italiani vi si sono ispirati.

Gli esempi, più significativi li troviamo in Francia con i Brevet Technicien Supérieur e in Germania con le Fachhochschule o Università delle Scienze Applicate.

 


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