I finanziamenti europei con Fondo Sociale (FSE) per l’istruzione e formazione professionale

Pubblicato il 12 Febbraio, 2020 da
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Il De Minimis, questo sconosciuto…

Finanziamenti europei con Fondo Sociale: cosa sono i contributi De Minimis

Quando un’impresa richiede finanziamenti per la formazione, o quando partecipa a un bando che le finanzi interventi di digitalizzazione, uno dei campi che trova, all’interno della documentazione da compilare, è: “Eventuali contributi DE MINIMIS ottenuti nel triennio precedente”. E qui scatta la domanda: che cosa devo inserire? Quali sono i contributi De Minimis?

Un passo alla volta: intanto chiariamo che il De Minimis è il regolamento che disciplina gli aiuti di stato che possono venire concessi alle imprese che appartengono alla UE.

In particolare esso prevede che lo Stato e le Amministrazioni pubbliche possano erogare alle aziende finanziamenti e agevolazioni senza bisogno di autorizzazione della Commissione europea, solo se si tratta di aiuti di piccola entità (definiti appunto De Minimis), che quindi si presume che non incidano sulla concorrenza in modo significativo. La soglia della “piccola entità” è stata fissata in un importo di € 200.000 in tre anni.

In altre parole, ogni impresa può ricevere, a titolo di aiuti di stato, un totale massimo di € 200.000 nel triennio, laddove per “triennio” si intende l’anno (solare) in corso, più i due precedenti.

L’oscuro campo del documento da compilare, che sopra abbiamo citato, ci chiede quindi di specificare se abbiamo ottenuto dei finanziamenti pubblici negli ultimi tre anni e di quantificarne l’entità.

Fondi interprofessionali

Regime De Minimis: i riferimenti normativi

La versione più recente per quanto concerne il regime De Minimis è il Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis».

Esso fissa, come detto, il massimale di € 200.000 di aiuti di stato per le imprese operanti in tutti i settori, ad eccezione del trasporto merci su strada per conto terzi (per le quali il tetto è fissato in € 100.000 in tre anni) e dei settori della produzione agricola, della pesca, dell’acquacoltura e dell’industria carboniera, che invece sono esclusi.

Il regolamento introduce inoltre il concetto di “impresa unica” e specifica che, per calcolare l’importo totale ottenuto a valere sul De Minimis, ogni azienda deve conteggiare sia i finanziamenti riferiti direttamente a essa, sia quelli riferiti alle sue eventuali imprese collegate.

Facciamo un esempio pratico: se la mia azienda X è controllata dall’azienda Y, per calcolare gli aiuti ottenuti sul De Minimis devo sommare sia gli aiuti ottenuti da X nell’ultimo triennio, sia quelli ottenuti da Y.

Da leggere: Fondi interprofessionali e finanziamenti per la formazione continua dei dipendenti

 

Requisiti per accedere al De Minimis nei FSE

Ok, ora abbiamo capito cos’è il De Minimis e come funziona. Ma esattamente, quali contributi rientrano nel De Minimis?

E qui, purtroppo, le note dolente: non esiste un elenco esaustivo degli aiuti che rientrano in questa tipologia.

Diciamo che il modo più semplice per verificare se i finanziamenti che ho richiesto rientrano o no nel computo del De Minimis consiste nel consultare l’Avviso pubblico o il documento ufficiale di riferimento per l’agevolazione richiesta.

Ad esempio, se sto richiedendo dei finanziamenti per la formazione a valere su un bando della Regione Lazio, dovrò consultare i riferimenti normativi del bando: lì è specificato se i fondi verranno erogati sulla base del De Minimis oppure no.

Requisiti per accedere al De Minimis nei FSE

In ogni caso, a titolo esemplificativo, possiamo elencare le tipologie di contributi che più di frequente rientrano nel De Minimis: intanto, come avrai già capito, i finanziamenti ottenuti per la formazione mediante partecipazione agli Avvisi pubblici delle Regioni o dei Fondi Interprofessionali.

Non rientrano invece in questa tipologia i finanziamenti per la formazione, sempre erogati da Fondi Interprofessionali, che però utilizzano le risorse del Conto Formazione dell’azienda stessa: in questo caso, infatti, le imprese si avvalgono delle risorse da loro messe da parte e non richiedono contributi pubblici aggiuntivi.

Rientrano inoltre nel de Minimis gli sgravi contributivi a carico del datore di lavoro per assunzione degli apprendisti, i contributi e gli incentivi per le assunzioni, il credito d’imposta, gli incentivi dell’Inail alle imprese per la realizzazione di interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, i finanziamenti per l’avvio di impresa, ecc.

Da leggere: Finanziamenti e fondi europei per imprenditoria femminile

 

Finanziamenti europei con Fondo Sociale: come calcolare il De Minimis

Ultimo step: ora che ho capito anche cosa ci rientra, come faccio a calcolarlo? È semplice: sommando tutti gli aiuti ottenuti nell’anno in corso (in questo caso 2020) e nei due anni precedenti (2018 e 2019): a inizio 2021, tutti i finanziamenti ottenuti ed erogati nel 2018 scadranno e quindi dovrò considerare 2019, 2020 e 2021.

Se non ho con me tutta la documentazione relativa agli aiuti richiesti, posso verificare la mia situazione De Minimis consultando la sezione “Trasparenza” del portale del Registro Nazionale degli aiuti di Stato oppure l’apposita sezione introdotta all’interno del portale “impresainungiorno.gov.it”.

Con un’accortezza: questi portali non sono aggiornati in tempo reale, perché la registrazione degli aiuti è di competenza delle Amministrazioni Concedenti, che necessitano di tempo per procedere all’implementazione.


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