Fondo Nuove Competenze ANPAL: la formazione come asset della ripresa

Pubblicato il Ottobre 14, 2020 da
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Si chiama “Fondo Nuove Competenze”.
È una misura voluta dai ministri del Lavoro e dell’Economia, Nunzia Catalfo e Roberto Gualtieri, e consente alle imprese, di qualunque settore e dimensione, di poter rimodulare l’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive, e decidere di utilizzare una parte di esso per far svolgere ai dipendenti attività di formazione e riqualificazione.

La misura è stata affidata alla gestione dell’ANPAL (Agenzia Nazionale Politiche Attive del Lavoro) ed è riservata alle imprese che abbiano stipulato gli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa.

Il Fondo è stato istituito dal Decreto Rilancio e rifinanziato dal dl Agosto per un totale di 730 milioni di euro per il biennio 2020 – 2021. La somma potrà essere inoltre incrementata con risorse messe a disposizione dalle Regioni, dai Programmi operativi nazionali e regionali (PON e POR) del Fondo sociale europeo (FSE) e dai Fondi interprofessionali.

A breve saranno rese pubbliche le indicazioni operative per poter partecipare al Fondo Nuove Competenze ANPAL, vediamo ora a cosa serve e quali opportunità offre.

Perchè questo Fondo può essere un’opportunità per le imprese?

Facendo leva sui cambiamenti profondi che l’emergenza sanitaria sta imponendo al mondo del lavoro e della produzione, il Fondo Nuove Competenze, oltre a rappresentare una valida alternativa al classico ricorso agli ammortizzatori sociali, interviene per consentire la graduale ripresa dell’attività con la finalità di innalzare il livello del capitale umano.

Offrendo ai lavoratori l’opportunità di acquisire nuove o maggiori competenze e di dotarsi degli strumenti utili per adattarsi alle nuove condizioni del mercato del lavoro, sostenendo le imprese nel processo di adeguamento ai nuovi modelli organizzativi e produttivi.

 

Formazione e Competenza: il binomio vincente anti crisi

In questo momento di grande difficoltà determinato dalla pandemia, in cui si sta mostrando la fragilità del modello di sviluppo adottato da anni a livello globale, appaiono di forte attualità i temi legati alla qualità delle competenze e delle conoscenze, con lo scopo di attivare quelle azioni virtuose di resilienza trasformativa che consentiranno di resistere alle future crisi.

La complessità degli eventi e la rapida evoluzione dei cambiamenti – pensiamo alla crisi economica e a quella sanitaria o alla Digital transformation – non consentono l’“immutabilità” di quanto acquisito nei percorsi di studio e di ricerca, ma anzi richiedono un costante processo di trasformazione e adeguamento.

Diventa quindi fondamentale oggi acquisire nuove competenze e investire nella formazione professionale permanente e continua.

La pandemia ha inoltre innescato trasformazioni che potrebbero anche incrementare la domanda di professionalità con competenze elevate e innovative.

formazione professionale permanente e continua
Oggi le imprese sembrano avere una maggior consapevolezza sull’importanza della formazione come leva di sviluppo e “vaccino” anti crisi: «La lezione del lockdown ha messo alla prova le aziende sulla propria capacità di ripensare all’organizzazione aziendale, alle competenze necessarie e alle skill nelle quali investire – ha detto Filippo Saini, Head of Job di InfoJobs, commentando il risultato di un’indagine effettuata proprio dalla famosa piattaforma di recruiting – È positivo il fatto che il 63% delle aziende voglia continuare a investire in formazione e il 23,3% sia pronto a dare ancora più spazio al miglioramento delle competenze interne, vedendo in esse un valore determinante per il business.

Possiamo quindi dire che, se da un lato l’emergenza ha impattato sulle modalità di fruizione della formazione, dando una forte spinta all’adozione dell’online, dall’altro ne ha confermato l’importanza, posizionando di fatto la formazione come un asset vincente per la ripartenza»

Leggi anche Formazione finanziata: le competenze come leva di sviluppo e competitività

Con questa premessa, non siete curiosi di saperne di più sul Fondo Nuove Competenze?
Allora scopriamo subito di cosa si tratta.

 

Fondo Nuove Competenze: gli obiettivi e le finalità

L’obiettivo del Fondo è permettere alle Imprese di realizzare specifiche intese di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’azienda, in base alle quali una parte dell’orario di lavoro viene usata per percorsi formativi.

Le risorse possono essere impiegate anche per incrementare l’occupabilità del lavoratore e per promuovere processi di mobilità e ricollocazione in altre realtà lavorative coerenti con il sistema regionale di individuazione, validazione e certificazione delle competenze.

Il Fondo copre gli oneri relativi alle ore di formazione, comprensivi dei relativi contributi previdenziali e assistenziali. In questo modo le imprese beneficiano di una riduzione del costo del lavoro, mentre i lavoratori possono implementare le loro competenze senza alcuna diminuzione della retribuzione, ma con un evidente, duplice vantaggio – economico e formativo – rispetto al normale sistema degli ammortizzatori sociali.

 

Fondo Nuove Competenze: i destinatari

Destinatari degli interventi finanziabili dal Fondo sono tutti i datori di lavoro del settore privato che abbiano stipulato gli accordi collettivi di rimodulazione dell’orario di lavoro per mutate esigenze organizzative e produttive dell’impresa, stabilendo che parte dell’orario di lavoro sia finalizzato alla realizzazione di appositi percorsi di sviluppo delle competenze del lavoratore.

Da leggere: I finanziamenti europei con Fondo Sociale (FSE) per l’istruzione e formazione professionale

 

Modalità di partecipazione e documentazione richiesta dal Fondo Nuove Competenze

Tutti i datori di lavoro interessati ad accedere al Fondo hanno tempo fino al 31 dicembre 2020 per sottoscrivere gli accordi con i sindacati e inviare domanda.

Le domande dovranno essere presentate ad ANPAL, che pubblicherà sul proprio sito web un avviso con i criteri, le modalità e i termini per l’accesso ai contributi.

Alla domanda dovranno essere allegati:

  • il progetto formativo, che deve rispondere a nuovi fabbisogni del datore di lavoro / puntare a incrementare l’occupabilità del lavoratore
  • l’accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro sottoscritto con i sindacati.

L’accordo dovrà contenere:

  • il numero di lavoratori coinvolti nei percorsi formativi
  • le ore dell’orario di lavoro destinate a percorsi per lo sviluppo delle competenze, entro il limite massimo di 250 ore per ciascun dipendente.

Le domande verranno valutate secondo l’ordine cronologico di presentazione all’ANPAL, che stabilirà anche l’importo del finanziamento da riconoscere al datore di lavoro.

Entro 90 giorni dall’approvazione dell’istanza da parte dell’ANPAL le imprese dovranno concludere i percorsi formativi. Il limite temporale si allunga a 120 giorni se sono coinvolti anche Fondi interprofessionali.

L’erogazione del contributo scatta con cadenza trimestrale per il tramite di Inps nei limiti dell’importo massimo riconosciuto.

 

Fondo Nuove Competenze: i soggetti erogatori della formazione

Sono individuabili come soggetti erogatori dei percorsi formativi tutti gli enti accreditati a livello nazionale e regionale, o altri soggetti, anche privati, che per statuto o istituzionalmente, svolgono attività formativa, comprese Università (statali e non), Scuole superiori, gli Istituti Tecnici Superiori (ITS).

 

 

Sei un imprenditore e sei interessato a partecipare al Fondo ANPAL?
Contatta la Fondazione ITS Servizi alle Imprese per ottenere subito una consulenza.
Tel. 06.8839 9435 – 349 511 4318
E-Mail: info@itssi.it


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