Formazione professionale e continua: consigli per trovare lavoro nel 2021

Pubblicato il Gennaio 20, 2021 da
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Sicuramente ti sarai imbattuto nel termine formazione professionale. Che cos’è? E perché, soprattutto oggi, riveste un ruolo importante nel mercato del lavoro?

Nei prossimi paragrafi cercherò di spiegarlo.

Che cos’è la formazione professionale e come ti aiuta a trovare lavoro

Quando si parla di formazione professionale, tendenzialmente, non si fanno particolari distinzioni. Spesso, si pensa che la formazione lavorativa sia diretta soltanto – o principalmente – a chi ancora è alla ricerca di un impiego. Altre volte, invece, si pensa  che la formazione professionale sia rivolta soprattutto a chi già lavora.

In realtà, quando si parla di istruzione e formazione professionale si deve considerare che questi due aspetti hanno assunto importanza capitale sia per chi è alla ricerca di lavoro, sia per chi già svolge un’attività lavorativa, che sia dipendente o libero professionista.

Fatta questa doverosa premessa possiamo entrare nel merito della questione.

Se è vero che la formazione professionale è diretta sia a chi lavora sia a chi non è ancora nel mondo del lavoro, è anche vero che è possibile fare una distinzione. In particolare, la formazione professionale di può differenziare in:

  • istruzione professionale: con essa si intende la formazione professionale di tipo scolastica, orientata all’inserimento lavorativo diretto in specifici settori lavorativi;
  • formazione professionale iniziale: con questa si intende la formazione che i giovani intraprendono quando, per la prima volta, stanno per approcciarsi al mondo del lavoro;
  • formazione professionale continua: è la formazione professionale rivolta a chi è già parte del mondo del lavoro, a chi, invece, ne è escluso e a chi intende migliorare la propria posizione lavorativa.

Da leggere: Formazione professionale. Modelli europei di istruzione superiore specializzata

 

La formazione professionale regionale (definizione)

La formazione professionale indica un percorso scolastico, di competenza regionale, professionalizzante per giovani che vogliono entrare subito nel mondo del lavoro, ovvero senza dover compiere lunghi studi per arrivare ad un diploma oppure ad una laurea.

In Italia i centri di formazione professionale prevedono un biennio/triennio di studi con prevalenza di materie pratiche specialistiche del settore finalizzati al raggiungimento di una qualifica professionale.

Un contributo importante alla formazione professionale viene anche fornito dagli enti di formazione privati che propongono contenuti formativi specialistici su settori specifici dell’apprendimento professionale. Molti corsi proposti da enti privati, purché accreditati presso le Regioni italiane, sono gratuiti in quanto finanziati con le risorse comunitarie del Fondo Sociale Europeo.

Vedi: Formazione professionale e istruzione professionale su Wikipedia

 

L’alta formazione professionale post diploma

Rientrano in questa categoria i percorsi tecnici post-diploma destinati ai ragazzi che vogliono acquisire le giuste competenze tecnico-pratiche necessarie ad inserirsi rapidamente, rispetto ai percorsi universitari, nel mondo lavorativo.

Tra le tipologie di percorsi offerti abbiamo gli IFTS e gli ITS.

I Corsi IFTS sono stati istituiti a livello nazionale dall’articolo 69 della Legge n.144 del 1999 e riorganizzati dal Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 25 gennaio 2008.

Possono accedere agli IFTS i ragazzi tra i 18 e i 29 anni in possesso del Diploma e che dimostrano attraverso il superamento di un apposito test di avere i requisiti matematici e linguistici minimi.

Gli IFTS sono percorsi formativi della durata variabile tra le 800 e le 1200 ore, compressivo di un tirocinio per almeno il 30% delle ore.

Le lezioni devono essere svolte per almeno il 50% da professionisti provenienti dal mondo del lavoro.

Al termine del percorso si dovrà effettuare un test finale per verificare il raggiungimento degli obiettivi formativi e l’acquisizione delle competenze. Al superamento dell’esame finale, l’allievo ottiene il certificato di specializzazione tecnica superiore, corrispondente al 4º livello del quadro europeo delle qualifiche (QEQ).

Formazione continua

I Corsi ITS, invece, sono percorsi formativi, alternativi all’Università della durata di due anni per un totale di 1800/2000 ore di formazione, di cui almeno il 30% da effettuarsi come tirocinio presso le aziende del settore.

Quello che contraddistingue gli ITS rispetto agli altri percorsi formativi è la metodologia di apprendimento che viene usata in questi corsi, una metodologia che si basa su una didattica esperienziale dove l’apprendimento si realizza attraverso l’azione e la sperimentazione di situazioni, compiti, ruoli affrontati in situazioni di incertezza e complessità, simili alla realtà lavorativa di tutti i giorni.

Al termine l’allievo ottiene il Diploma di Tecnico Superiore con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche. Per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo, il titolo è corre­dato dall’EUROPASS diploma supplement.

 

La formazione continua

Con l’espressione formazione professionale continua ci si riferisce invece, a tutti quegli strumenti che sono volti ad aggiornare le nozioni dei professionisti e a offrire loro la possibilità di acquisire nuove competenze.

La maggior parte dei settori professionali sono in continua evoluzione, il che significa che le conoscenze acquisite durante il percorso di studio che ha portato a ricoprire una determinata posizione anni non per forza dovranno essere considerate ancora efficienti, ma potrebbero dover essere sostituite.

Investire sulla formazione continua è dunque indispensabile affinché il proprio profilo professionale resti attrattivo per il mercato del lavoro. I corsi proposti nell’ambito della formazione professionale continua seguono infatti le novità del mercato e consentono ai lavoratori di non farsi trovare impreparati alle nuove sfide.

Per approfondire: Fondi interprofessionali e finanziamenti per la formazione continua dei dipendenti

 

Differenza tra formazione continua e permanente

Della formazione continua si è già parlato, vediamo ora cos’è la formazione permanente e quali sono le sue caratteristiche principali.

L’espressione formazione permanente fa riferimento alla formazione di tutta la vita, racchiudendo dunque tutte le esperienze di formazione dei professionisti.

La formazione permanente ha due obiettivi principali: il primo è aiutare l’individuo a raggiungere le competenze per ottenere una posizione lavorativa gratificante e che gli consenta di avere una buona qualità di vita, il secondo invece è far sì che l’individuo diventi un cittadino attivo e che partecipi dunque al miglioramento della società.

La formazione permanente punta dunque alla crescita delle risorse umane, a insegnare allo studente dei metodi di studio che possano essere impiegati durante tutta la vita e che possano essere adattati alle diverse situazioni che si dovranno affrontare, ma anche a garantire agli studenti l’accesso a tutte quelle nozioni di cui hanno bisogno per poter aspirare a ricoprire una carica professionale gratificante.

La differenza principale rispetto alla formazione professionale continua è che quest’ultima è rivolta a coloro che sono già diventati dei professionisti e che sono alla ricerca di corsi di formazione per restare aggiornati sui temi di loro interesse.

Un’altra differenza riguarda le tematiche delle due formazioni, infatti la formazione permanente ha come obiettivo fornire agli studenti delle competenze che possano essere adattate a più settori e delle abilità che non siano necessariamente collegate a un’unica professionale.

La formazione professionale continua è invece molto più specifica e prevede dei corsi differenti per i professionisti dei vari settori, con degli argomenti di studio specialistici e delle lezioni mirate.
Per capirne meglio le ramificazioni e come essa venga messa in atto, ecco di seguito un classico esempio di formazione continua settoriale.

 

I vantaggi della formazione continua

Per quanto riguarda il lavoratore, attraverso la formazione professionale i benefici di natura economica riguardano sia i guadagni, in termini di retribuzione, sia lo status professionale, in termini di carriera lavorativa. Questo, in ultima analisi, si traduce in maggiori opportunità occupazionali.

Come per il lavoratore, anche l’azienda può ottenere importanti benefici dalla formazione continua del proprio personale.

Infatti, tutte le aziende che hanno il desiderio di crescere non possono fare a meno di avere nel proprio team dei professionisti competenti e che sappiano confrontarsi con le attuali sfide del mercato, al fine di soddisfare le richieste dei consumatori e di rimanere al passo con le aziende concorrenti.

Offrire ai dipendenti dei corsi di formazione aggiornati li aiuterà a conoscere ciò di cui i clienti hanno bisogno e a proporre sul mercato prodotti e servizi non solo in grado di esaudire i desideri dei consumatori, ma anche di prevedere ciò di cui potrebbero avere bisogno.
In Italia, la formazione continua può essere effettuata grazie all’utilizzo dei cosiddetti, fondi Interprofessionali. Ma cosa sono?

Sono dei fondi che offrono dei percorsi formativi concordati dalle parti sociali definiti in un Piano Formativo di tipo individuale, aziendale, territoriale o settoriale e che poi vengono tradotti in progetti formativi finanziabili. A tale formazione accedono i lavoratori occupati di aziende iscritte ad un Fondo Interprofessionale a cui vengono così indirizzate, volontariamente, le quote che obbligatoriamente devono essere versate, ogni anno, all’INPS (0,30% della retribuzione lorda annua di ogni dipendente).

 

Formazione professionale per trovare lavoro: i settori più in crescita

Dal mio punto di vista non esistono percorsi formativi in grado di assicurare con successo una possibilità di lavoro, infatti molto dipende dalla voglia di fare e di mettersi in gioco da parte dell’allievo.

Tuttavia, ci sono percorsi che proprio in virtù di come sono strutturati garantiscono una formazione di più alto livello e di conseguenza più possibilità di entrare nel mondo lavorativo.

Sicuramente è importante scegliere un corso di formazione specifico ed evitare corsi generici. Un altro elemento da considerare, soprattutto se si è alle prime esperienze, è scegliere un percorso all’interno del quale è previsto un tirocinio che dia la possibilità di metterti alla prova in un contesto aziendale.

Inoltre, è importante scegliere un percorso che sia orientato alla formazione di figure professionali emergenti e tra quelle più richieste e ricercate, come ad esempio le professioni digitali.

Infatti, essendo professioni in costante mutamento e crescita offrono più possibilità per i giovani, anche senza particolari esperienze pregresse.

Ma quali sono queste figure?

Scopri quali sono le professioni più in crescita e ricercate leggendo questo articolo: Le 9 figure professionali più richieste dal mercato del lavoro digitale.

 

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