Formazione professionale: modelli europei di istruzione superiore specializzata

Pubblicato il Novembre 6, 2019 da
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Uno dei più grandi problemi per il nostro paese, è quello della disoccupazione, un fenomeno in realtà non nuovo ma che negli ultimi anni è cresciuto in modo esponenziale.

Una delle cause che spesso viene accreditata per spiegare questo problema è la distanza tra gli studi e le competenze che effettivamente servono alle aziende in questa fase di transizione tecnologica.

Tuttavia, in Italia esiste un modello di percorsi di studi che cerca di abbinare le competenze teoriche a quelle pratiche che servono alle aziende.

Questi percorsi si chiamano ITS (Istituti Tecnici Superiori), ancora poco conosciuti. Infatti secondo le statistiche sono stati scelti da  poco più di tredici mila studenti in tutta Italia.

Percorsi ITS in Italia: l’alternativa all’università per la formazione professionalizzante

In un paese come il nostro che ha il tasso di disoccupazione giovanile tra i più alti in Europa c’è una speranza. Questa speranza si chiama Sistema ITS.

Sono percorsi di formazione terziaria professionalizzanti, alternativi all’Università. Le Fondazioni ITS ed i loro percorsi formativi di alta specializzazione tecnologica sono attivi ormai da più di dieci anni, ma analizzando i dati si rivelano ancora una formazione di nicchia.

Questi percorsi grazie ad una didattica innovativa, che favorisce l’apprendimento pratico e grazie alla collaborazione diretta con aziende rappresentano una grande opportunità per i ragazzi.

Dopo una lunga fase iniziale di rotaggio, oggi i risultati sembrano arrivare, infatti la percentuale di ragazzi che trova lavoro una volta terminato il percorso di studi è molto alta (80% e di questi ben il 90% all’interno del proprio settore).

Nonostante le prospettive allettanti a livello di occupazione, solamente tredici mila studenti in tutta Italia li hanno scelti. Questo quadro appare ancora più chiaro quando con lo sguardo ci rivolgiamo all’estero dove percorsi formazione professionale di questo tipo riscontrano tutt’altri numeri.

Desideri maggiori informazioni sui corsi di formazione professionale e si percorsi ITS? Dai uno sguardo a questo articolo: Corsi di specializzazione tecnica post diploma che aprono al lavoro

 

Scuole di alta specializzazione tecnologica: i modelli europei

Come detto i dati delineano un fenomeno di nicchia dovuto al fatto che le scuole di specializzazione ITS sono ancora una realtà piuttosto giovane e poco pubblicizzata e nota tra gli studenti delle scuole superiori.

Tuttavia, le potenzialità di questi indirizzi sono ben visibili se ci rivolgiamo con lo sguardo all’estero, dove sistemi formativi di questo tipo sono attivi da più anni e dove in alcuni casi hanno rappresenta un’arma in più per lo sviluppo economico.

Nei prossimi paragrafi cercherò di presentarvene alcuni.

Scuole di alta specializzazione tecnologica: i modelli europei

 

Il modello vincente tedesco per la formazione

Il modello di formazione professionalizzante più celebre e che ha raccolto i risultati migliori  per il tessuto economico, è quello tedesco.

In Germania i ragazzi una volta terminata la scuola superiore hanno diverse possibilità di scelta. Infatti, posso scegliere tra le università e la formazione professionalizzante suddivisa in 3 sistemi differenziati:

  • Il Fachhochschule
  • Il Berufsakademie
  • Il Fachschule

I Fachhochschule sono un sistema di formazione terziaria professionalizzante della durata di 3-4 anni di cui due anni di stage in un’impresa.
Questo tipo di scuole formano studenti in professioni di tipo tecnico come ingegneri, chimi ed elettrotecnici.

I Berufsakamie si differenziano dalle fachhochschule in quanto puntano ancora di più sull’apprendimento pratico che costituisce il 50% del percorso formativo.

Le Fachschule si collocano ad un livello intermedio tra il diploma finale di apprendistato e i titoli superiori. Con questi percorsi si può accedere a quadri professionali intermedi o al Fachhoschule.

Ogni anno questa tipologia di percorsi sono scelti da 900.000 persone.

Da leggere: Formazione professionale: come studiare e lavorare all’estero?

 

Istruzione professionalizzante in Francia

In Francia i ragazzi terminati i loro studi superiori (Baccalaureat) possono scegliere tra diverse opzioni.

Per le professioni tecniche gli studenti possono scegliere tra:

  • Le sezioni di tecnici superiori (STS);
  • L’istituto universitario tecnologico (IUT);

Per quanto riguarda l’anno 2018/2019 questi percorsi sono stati scelti da ben 380.000 ragazzi che rappresentano circa il 15% di tutta la popolazione iscritta a programmi di formazione superiore.

Gli STS hanno 88 percorsi di studi ed il programma è scelto in comune accordo tra le aziende e i responsabili della didattica.

Anche qui le percentuali di occupazione sono molto buone, ma il dato realmente importante è che il 33% degli studenti ottiene un rapporto lavorativo stabile a testimonianza della validità dei percorsi formativi.

Anche le IUT sono orientate all’inserimento professionale ma forniscono una formazione teorica superiore che consente il passaggio ad una laurea triennale. Attualmente le IUT offrono 25 tipologie di percorsi professionalizzanti.

Scelta tra differnti tipologie di percorsi professionalizzanti

 

Le SUP (Scuole Universitarie Professionali) svizzere

In Svizzera la formazione terziaria è divisa tra le SUP (Scuole Universitarie Professionali) e le ASP (alte scuole pedagogiche destinate alla formazione dei docenti). Entrambe hanno adottato il sistema di Bologna e quindi hanno una formula di 3+2.

La differenza è che le SUP hanno un tipo di formazione più pratica con l’obiettivo di formare dei professionisti in grado di entrare subito nel mondo del lavoro, mentre le ASP hanno un approccio più teorico.

Nel 2016/2017 ben 20.000 studenti hanno scelto le ASP e 17.000 le SUP.

Proprio come avviene nel sistema formativo adottato dai percorsi ITS in Italia nelle SUP la maggioranza dei docenti proviene dal mondo lavorativo e dedica solamente una parte del proprio impegno lavorativo alla formazione. Questo favorisce una visuale reale sulle necessità del contesto economico.

Dopo aver visto gli esempi di programmi di formazione simili all’ITS presenti all’estero (ed i risultati che generano), possiamo concludere che i presupposti ci sono tutti affinchè anche da noi in Italia i numeri possano crescere, garantendo uno strumento in più al nostro paese nel sistema competitivo economico internazionale.


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