Giovani e Lavoro: cosa fare dopo la maturità?

Pubblicato il Maggio 29, 2019 da
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Cosa fare dopo la maturità? È una domanda capace di far emergere ansie e dubbi a molti studenti e genitori. Dare una risposta è davvero difficile, soprattutto oggi che davanti ai futuri maturandi le opportunità sono davvero sterminate.

A questo va aggiunto il difficile periodo economico che l’Europa vive da anni e che vede particolarmente colpite le fasce più giovani della nostra società, tra cui gli under 25.

Infatti, secondo le ultime stime dell’istat la disoccupazione in questa fascia di età si assesta in Italia intorno al 32,8%, un dato che allarma e preoccupa addetti ai lavori e no.

Di fronte a queste difficoltà e perplessità come si può decidere?  E quale potrebbe essere la scelta più giusta per il nostro futuro lavorativo? A fronte delle incertezze del mercato le possibilità formative sono davvero tante e diverse: dall’iscrizione ai percorsi universitari, ai corsi di formazione professionale, alle esperienze all’esterno fino ad arrivare all’inserimento diretto nel mondo del lavoro.

Naturalmente le scelte del percorso da intraprendere dipendono anche dalle esigenze e dalla nostra volontà.

Per approfondire: 4 percorsi formativi post diploma per la Generazione Z

 

Cinque consigli utili per trovare la strada giusta dopo le superiori

La scelta del percorso da intraprendere dopo la maturità comporta una serie di variabili di cui tener conto.

Tuttavia, questa scelta può essere resa più semplice se prendi in considerazione e fai tesoro di alcuni utili suggerimenti: ricorda che la scelta per il tuo futuro dipende da te e non da altri, un aspetto imprescindibile che passa in primis dall’imparare a conoscere se stessi, infatti la conoscenza delle proprie attitudini, competenze ed esigenze è il punto di partenza per ogni scelta importante da fare dopo la maturità.

Altrettanto utile è capire cosa è veramente importante per te. Se desideri l’indipendenza economica immediata oppure sei disposto a trascorrere alcuni anni dopo il diploma/laurea facendo la gavetta.

Inoltre, nella scelta del percorso da intraprendere è importante valutare attentamente quali sono le tue passioni, infatti il rischio in cui potresti incorrere è scegliere qualcosa che non ti appassiona e di conseguenza non riuscire a completare il percorso intrapreso.

Infine, valutare attentamente quali sono le opportunità e le figure professionali più richieste dal mondo del lavoro.

 

Come scegliere la Facoltà e il percorso di laurea universitario

Sicuramente l’iscrizione ad un percorso universitario rimane una delle scelte più frequenti tra i giovani e più incentivate dalle famiglie.

Tuttavia, questa scelta non sempre è quella più corretta e soprattutto non è la soluzione a tutte le esigenze.

Infatti, le varie Università hanno un costo importante e non tutte le famiglie sono in grado di sostenerlo, a questo si deve aggiungere la lunga durata del periodo degli studi.

Infine il mercato del lavoro sempre più spesso richiede figure tecniche specializzate e quindi il laureato dopo aver completato il suo percorso universitario, di solito quinquennale, deve affrontare un percorso di specializzazione con la conseguenza di ritardare ancora di più l’ingresso nel mondo lavorativo.

Molti ragazzi spesso decidono il percorso da intraprendere senza dare il giusto peso a queste variabili, e nella maggior parte dei casi questo è dovuto alla mancanza della giusta informazione e orientamento, una delle debolezze riconosciute del nostro sistema educativo.

Cosa fare dopo la maturità: l’orientamento scolastico e Universitario

Durante gli anni del liceo e ancora di più, una volta sostenuta la maturità ai ragazzi non vengono forniti gli strumenti necessari per effettuare una scelta in modo totalmente consapevole.

In particolare, quello che sembra mancare più di ogni altra cosa, sono le figure degli orientatori, professionisti che possono guidare i giovani verso la scelta migliore in base alle loro attitudini, passioni e capacità.

In mancanza di ciò, molti ragazzi, ogni anno scelgono i vari percorsi di studi offerti dagli Atenei Italiani, non avendo tutti gli strumenti per un passo così importante. Molti scelgono, non perché sono realmente motivati ma per un retaggio culturale o per approssimazione, rimandando di fatto la scelta del proprio futuro professionale. Anche l’aspettativa per cui con un titolo di studio elevato sia più semplice trovare un lavoro sicuro, sembra essere superata.

 

Cosa fare dopo il diploma: opportunità delle nuove professioni digitali

In un mercato del lavoro sempre più competitivo e in cui i giovani fanno fatica a trovare spazio e opportunità, una soluzione sembra essere offerta dalle nuove professioni digitali, cioè quei lavori che negli ultimi anni sono esplosi, legati a doppio filo con l’avvio della rivoluzione informatica.

Infatti, secondo gli ultimi dati, in Italia cresce la richiesta da parte delle aziende di queste nuove professionalità, ma il paese non è pronto a soddisfare la domanda anche per via di una formazione post diploma non sempre al passo con i tempi.

Professioni digitali

La Commissione Europea calcola che entro il 2022 ci saranno più di 900.000 posti di lavoro non occupati per mancanza di competenze digitali.  E in Italia secondo un recente studio di Modis, il 22% delle posizioni aperte non trovano candidati preparati.

A questo si deve aggiungere che nel nostro paese sono ancora pochi i giovani occupati in questo settore, appena il 12% rispetto ad una media europea del 16%.

Le possibilità post diploma offerte dalle professioni digitali

Vediamo allora quali sono queste professioni cosi richieste. Tra le figure di maggior spicco troviamo lo User Experience Director che gestisce l’esperienza-utente all’interno di spazi virtuali, il Director of analytics e Data analyst, cioè gli esperti nella lettura e analisi dei dati o lo Chief technology officer, che seleziona le tecnologie da applicare e servizi offerti dall’impresa.

Tra le figure professionali più richieste troviamo anche lo Sviluppatore Mobile, che si occupa di applicazioni per Smartphone e Tablet, il Web Analyst che interpreta i dati e fornisce analisi dettagliate sulle attività degli utenti sul web.

Per gli appassionati al settore del marketing e social anche qui le opportunità non mancano!

Sempre più in ascesa, infatti troviamo figure professionali quali quelle del Digital Copy Writer, che gestisce contenuti pubblicitari su piattaforme Web, il Community manager, addetto alla gestione di una comunità virtuale con compiti di progettare la struttura e di coordinarne le attività, oppure ancora il Seo o Sem Specialist, esperti di search marketing e tecniche che aiutano le aziende a ottimizzare il posizionamento sui motori di ricerca.

Se l’università al momento non sembra essere il percorso più adatto per sviluppare queste competenze, esistono comunque valide alternative rappresentate dai corsi professionali o di Alta Specializzazione post-diploma. Ma cosa sono? Nel prossimo paragrafo li analizzeremo più dettagliatamente.

Per approfondire: Le 9 figure professionali più richieste dal mercato del lavoro digitale

 

Percorsi di specializzazione post diploma alternativi

Negli ultimi anni l’offerta formativa post diploma non universitaria è cresciuta in modo esponenziale. Infatti, oggi esistono diverse tipologie di percorsi formativi professionali.

Tra i più diffusi troviamo le scuole di Formazione Professionale Regionali, nate con l’obiettivo di sviluppare nuovi profili professionali utili alle imprese o riqualificare e adattare le risorse umane ai cambiamenti del mercato lavorativo.

Di notevole rilevanza sono anche altri due percorsi formativi post diploma, gli ITS e gli IFTS.

Gli IFTS sono nati dalla necessità di rispondere alla richiesta di competenze tecnico-professionale provenienti in particolare dalle piccole e medie Imprese (PMI)  interessate da innovazioni tecnologiche e dall’internazionalizzazione dei mercati. Questi percorsi sono articolati in due semestri per un totale di 800/1000 ore, al termine del percorso viene rilasciato un certificato di specializzazione tecnica superiore, inquadrato al IV livello del Quadro europeo delle qualifiche (EQF).

Gli ITS, invece offrono corsi relativi a sei Aree tecnologiche, considerate strategiche per lo sviluppo economico:

  • Efficienza energetica;
  • Mobilità sostenibile;
  • Nuove tecnologie per la vita;
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy;
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali- Turismo;
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione;

Quello che distingue gli ITS dagli altri percorsi formativi è l’altissima percentuale di coloro che entro un anno dal diploma trova lavoro: l’80%, stando ai dati riportati da Indire (Istituto Nazionale documentazione innovazione ricerca educativa).

Questa tipologia di percorso è articolata in quattro semestri per un totale di 1800/2000 ore, di cui almeno il 30% deve essere svolto sotto forma di tirocinio curriculare presso aziende del settore, abbinando cosi, studio ed esperienza lavorativa.

Al termine viene rilasciato il Diploma di Tecnico Superiore che corrisponde al V livello del Quadro europeo delle qualifiche.


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