Lo Specchio e le Competenze: come scrivere il Curriculum

Pubblicato il Settembre 4, 2019 da
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Vademecum semiserio su cosa siano le competenze
(per iniziare a capire cosa ricercano le aziende)

Settembre mese di rientri e di riaperture di attività, impegni che riprendono e per affrontare i quali trovare il ritmo non è sempre semplice. Per qualcuno è anche un mese di restyling o riorganizzazione in cui si inizia facendo il punto, magari aggiornando il proprio curriculum vitae.

 

Il CV: un viaggio tra le competenze che assomiglia ad un salto nello specchio

Ahi ahi, il curriculum! Croce e delizia di professionisti e appassionati, uno degli argomenti su cui è più facile trovare informazioni e suggerimenti sul web, eppure rimane un ostacolo a volte insormontabile, capace di paralizzare chi si appresta a compilarlo riproponendo la sindrome del foglio bianco per lo scolaro o per lo scrittore.

Chi non ha mai provato un personale imbarazzo nel raccontare, seppure in maniera stringata e puntuale, le proprie esperienze? Si genera un’altalena di emozioni capace di oscillare tra l’orgoglio per ciò che si è fatto e l’inadeguatezza, toccando punte di alienazione che si avvicinano alla crisi di identità.

Insomma per più di qualcuno scrivere il proprio CV è simile a fare la prova costume!

A sostegno di chi condivide questa esperienza dobbiamo dire che il curriculum vitae, in particolare il formato europeo o l’Europass, sono strumenti elaborati per permettere di riportare le esperienze del candidato in modo che siano immediatamente rintracciabili e decodificabili da chi legge.

 

Come compilare il CV: i dati anagrafici

Purtroppo però il gergo utilizzato dal CV non è altrettanto decodificabile: passi la parte anagrafica che dovrebbe essere abbastanza nota a chi compila, sebbene utilizzare il condizionale è d’obbligo dal momento che arrivano curricula in cui non sono riportati neppure il numero di telefono o il recapito del candidato.

A parte le forme di amnesia autolesionista, anche su questa sezione esistono correnti di pensiero diverse, in particolare guidate dalle necessità delle aziende e dei diversi settori: ad esempio è bella l’idea di essere cittadini italiani o europei, ma nel nostro Paese, quando al colloquio fa seguito un contratto, è opportuno che nel Curriculum sia riportato il luogo di nascita o il codice fiscale.

 

Come compilare il CV: le esperienze professionali

Sulla parte delle esperienze ci sentiamo più tranquilli … più o meno…visto che si parla di esperienze professionali i dubbi sono sempre in agguato: che cosa è professionale? Uno stage? Una esperienza di volontariato?

Nella mia interpretazione sono esperienze da riportare tutte quelle che hanno contribuito alla formazione e applicazione di competenze professionali, possibilmente riconducibili alla posizione per cui ci si candida o attraverso cui è possibile acquisire informazioni utili sul candidato.

 

Come compilare il CV: istruzione e formazione

Sezione “Istruzione e Formazione”, anche qui tutto facile… o quasi!

Innanzitutto che differenza c’è tra Istruzione e Formazione?
In estrema sintesi (a costo di non essere completamente esatti):

  • L’istruzione fa riferimento al o ai titoli di studio, quindi alla carriera scolastica che si è svolta;
  • la formazione a tutte quelle forme e occasioni di corsi frequentati che non sono riconducibili ad un titolo di studio, ma hanno consentito l’acquisizione di conoscenze e competenze (seconda menzione! Più tardi ne parliamo).

A questo punto le indicazioni riguardano gli EQF, cioè il livello di classificazione dei titoli e delle qualifiche nel quadro internazionale (a titolo esemplificativo diciamo che il Diploma di Maturità corrisponde ad un EQF 4, il Diploma Tecnico Superiore degli ITS ad un EQF 5, la Laurea triennale è un EQF 6, la Laurea Magistrale o un master di I livello sono EQF 7, …).

La compilazione del CV

Per quel che riguarda la Formazione è importante indicare se al termine del percorso frequentato si è acquisito un attestato di frequenza, una qualifica o una abilitazione.

Anche per la Formazione si fa riferimento al quadro EQF, in questo caso la correlazione è data dal livello di conoscenze, abilità e di autonomia raggiunto al termine del percorso e va richiesta all’ente o alla struttura che hanno erogato la formazione (generalmente è riportata sull’attestato).

 

Come scrivere il CV: conoscenze, abilità, competenze

Nella nostra passeggiata siamo arrivati allo stretto delle “Competenze personali”, dove il percorso incontra tappe e stazioni che fanno riferimento a “lingue”, “competenze comunicative”, “competenze organizzative”, “competenze professionali”, “competenze digitali”.

Perfetto, la strada è segnata, ma chiariamoci sui segni che ci riporta la mappa: di cosa stiamo parlando? Cosa ci chiede il CV (ormai diventato uno specchio parlante)?

Nel gergo quotidiano capita di usare come sinonimi “conoscenze“, “abilità” e “competenze“; ma questi tre termini, in un linguaggio più puntuale non si riferiscono propriamente alla stessa cosa.

Il Consiglio Europeo, nelle Raccomandazioni del settembre 2006 e nel Quadro Europeo delle Qualifiche, offre delle definizioni che ci aiutano a delineare meglio differenze e collegamenti/interconnessioni tra conoscenze, abilità e competenze:

  • Conoscenze: sono il risultato dell’assimilazione di informazioni attraverso l’apprendimento. Le conoscenze sono l’insieme di fatti, principi, teorie e pratiche relativi a un settore di studio o di lavoro; le conoscenze sono descritte come teoriche e/o pratiche.
  • Abilità: indicano le capacità di applicare conoscenze e di usare know-how per portare a termine compiti e risolvere problemi; le abilità sono descritte come cognitive (uso del pensiero logico, intuitivo e creativo) e pratiche (che implicano l’abilità manuale e l’uso di materiali e strumenti).
  • Competenze: indicano la comprovata capacità di usare conoscenze, abilità e capacità personali, sociali e/o metodologiche, in situazioni di lavoro o di studio e nello sviluppo professionale e/o personale; le competenze sono descritte in termini di responsabilità e autonomia.”

Quindi il Curriculum ci sta domandando: cosa sai e cosa sai fare?

 

Come scrivere il CV: le competenze personali

Quali sono le tue conoscenze e cosa sai fare (competenze o abilità) devi raccontarlo in modo chiaro e comprensibile all’interno del Curriculum. Dobbiamo quindi organizzare le informazioni sulla base di una griglia che comprende prima le abilità e poi le competenze.

Le abilità linguistiche

Ovvero quali lingue conosci e qual è il tuo livello? I livelli sono ormai piuttosto diffusi anche negli ambiti scolastici o degli Istituti che rilasciano certificati internazionali per cui si descrivono le capacità nei termini di comprensione, lettura e produzione facendo riferimento ad un livello base (A), intermedio (B), avanzato (C).

 

Le Competenze nel mondo aziendale

Per raccontare cosa sappiamo fare e come è necessario fare una breve puntualizzazione: le competenze, nel mondo aziendale e della formazione fanno riferimento a diversi ambiti e sono suddivisibili in 3 tipologie, ognuna con le proprie caratteristiche e specificità.

Competenze di base (Base Skills)

Sono quelle abilità ritenute imprescindibili in qualsiasi ambito o settore per un giovane candidato. Fanno riferimento a capacità di espressione e comunicazione attraverso i diversi canali, all’utilizzo dei principali software, al ricercare e decodificare informazioni, ecc.

Competenze trasversali (Soft Skills)

Raramente sono acquisite in un percorso di studi, generalmente sono il risultato di esperienze e campi di interesse personali, sono quelle competenze che possiamo applicare e trasferire da un contesto ad un altro e fanno riferimento ad esempio alle capacità di comunicazione, di organizzazione, di gestione delle situazioni e delle relazioni, di problem solving, capacità decisionali e leadership.

Competenze tecniche (Hard Skills)

Sono le capacità che permettono di svolgere un lavoro o una professione. Sono innumerevoli e diversificate, possono andare dagli aspetti amministrativi a quelli di creatività, da abilità manuali e artigiane ad aspetti manageriali. Sono la risultante di esperienza e formazione.

Ma ora torniamo alla redazione del nostro Curriculum.
Quando il CV ci chiede di esporre le competenze comunicative cosa ci permette di descrivere?

Competenze comunicative

Le competenze comunicative ci consentono di raccontare come comunichiamo (visto che “non si può non comunicare”, la differenza è nel modo e nell’efficacia). Possiamo dire se abbiamo facilità di individuare e fornire informazioni in modo chiaro e puntuale, se sappiamo gestire comunicazioni con clienti e situazioni di criticità, se abbiamo capacità espositive o se sappiamo comunicare per iscritto (relazioni, presentazioni, ecc).

Sono modalità diverse per inviare un messaggio o scambiare informazioni che ci permettono di candidarci per attività estremamente eterogenee. Amiamo lavorare con gli altri, scambiare e condividere idee e progetti, condividere valori, … Proviamo a far emergere le nostre caratteristiche e qualità.

La possibilità di lavorare in un ambito che ci piace sarà più alta se dimostriamo di possedere le caratteristiche che servono per farlo. Per cui via le frasi fatte e generiche e raccontate cosa e dove lo avete applicato o svolto.

Cosa sappiamo fare e come lo facciamo determina la nostra professionalità. Per cui saperlo descrivere bene e nel posto giusto permette, a chi legge, di poter rintracciare le informazioni che cerca o che desidera in modo più efficace.

Competenze organizzative

Siamo ancora nell’ambito delle soft skills, ma le competenze organizzative rappresentano elementi ritenuti indispensabili dalle aziende, quindi pensate a qual è il vostro stile organizzativo e gestionale: preferite lavorare su indicazioni o per obiettivi, anche semplicemente siete puntuali e affidabili? Avete esperienze nella organizzazione di eventi, nella gestione di attività complesse, nella definizione e gestione di budget?

Alcuni scrivono che amano lavorare in gruppo e questa è una indicazioni interessante seppure incompleta. Cosa significa lavorare in gruppo? Oggi lavorare in gruppo è possibile anche a distanza: le equipe sono spesso internazionali o dislocate su sedi diverse, ecco che è fondamentale far sapere se si ha la capacità di scambiare informazioni, collaborare anche con modalità diverse dal vis a vis, stabilendo le priorità e rispettando i tempi di consegna.

Insomma le competenze organizzative fanno riferimento a gestione del tempo e delle risorse e a tutto ciò che ne consegue.

Competenze professionali

Ho già detto che le competenze professionali o hard skills sono quelle legate a ciascuna professione o ruolo. Per cui è importante riportare quali competenze si possiedono e qual il proprio livello di autonomia. Qui si spazia dall’edilizia all’impiantistica, dall’organizzazione di eventi all’artigianato, dalla gestione contabile all’utilizzo di macchinari o di processi specifici per ciascun settore.

Le competenze professionali delineano il livello di professionalità posseduta, sono difficilmente trasferibili da un ambito ad un altro ma spesso rappresentano elementi di interesse anche per chi vuole cambiare settore, portando un valore aggiunto o una applicazione nuova ad una abilità utilizzata in un altro contesto.

Competenze digitali

A differenza di quello che può sembrare, non vi stanno chiedendo se siete dei programmatori. Le competenze digitali sono state introdotte recentemente ed estese oltre il semplice ambito informatico, di scrittura o calcolo di cui si da per scontato che tutti conoscano o sappiano utilizzare dispositivi e programmi diffusi.

Agid linee guida competenze digitali

Le competenze digitali sono state oggetto di un approfondito lavoro da parte dell’Agenzia per l’Italia Digitale (AGID) che ha definito sia le caratteristiche delle nuove figure professionali del mondo ICT (Information and Communication Technology) che si stanno diffondendo e che non sono ancora normate che il quadro delle competenze digitali di base che fanno parte del nostro patrimonio di cittadinanza. “Le competenze digitali di base sono le capacità di utilizzare con dimestichezza e spirito critico le tecnologie dell’informazione per il lavoro, il tempo libero e la comunicazione”.

Da leggere: Le 9 figure professionali più richieste dal mercato del lavoro digitale

 

Come compilare il CV: gli otto livelli di padronanza in ambito digitale

AGID riporta 8 livelli di padronanza e definisce le più diffuse competenze digitali, creando una griglia piuttosto chiara per fornire indicazioni. La griglia riporta anche esempi che rendono facilmente identificabile l’individuazione del proprio livello. Gli otto livelli di padronanza delle competenze sono: 2 di base, 2 intermedi, 2 avanzanti e 2 altamente specializzati.

Il quadro è divertente anche per chi non deve scrivere il proprio CV (Curriculum Vitae) ma vuole avere indicazioni del proprio livello.

Le competenze fanno riferimento a 5 aree:

1.       Alfabetizzazione su informazioni e dati

2.       Collaborazione e comunicazione

3.       Creazione di contenuti digitali

4.       Sicurezza

5.       Risolvere problemi

 

Curriculum europeo: aspettative e opportunità offerte dal mondo del lavoro

A questo punto nel CV si possono riportare competenze artistiche e altre informazioni.

Inviare un Curriculum europeo aggiornato spesso è richiesto anche in fase di ammissione a corsi o master, ma rappresenta anche la possibilità di dedicare uno spazio di tempo per fare il punto sul proprio percorso professionale o formativo confrontandolo con le aspettative e opportunità offerte dal mondo del lavoro.

Una delle difficoltà che incontrano, ad esempio, i ragazzi neo diplomati è proprio legata alla difficoltà e alla distanza di linguaggio che utilizza il mondo della scuola e quello della formazione o del lavoro. Gli ex studenti, seppur brillanti, spesso non sanno misurare o descrivere le proprie abilità e competenze, abituati ad essere valutati con altri metri.

Siamo quindi giunti al termine di questo lungo percorso di decodifica sulla compilazione del CV, che ci ha permesso di introdurre alcuni termini diffusi e oggetto di attenzione da parte delle aziende e delle agenzie per il lavoro.

Prossimamente ci dedicheremo a vedere come “traducono” le competenze soft, hard e base le aziende e quali sono le loro aspettative a riguardo dei candidati del prossimo futuro per poter varcare la loro soglia. Insomma se vi va, faremo qualche salto qua e là dallo specchio.


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