Startup femminili: come trasformare la propria idea in una realtà imprenditoriale

Pubblicato il 5 Febbraio, 2020 da
  • 62
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    62
    Shares

«Sono state tre donne a portare a termine l’isolamento del Coronavirus. È bello che lo siano». Così ha commentato il Ministro della Salute parlando delle ricercatrici che sono riuscite ad isolare il temutissimo Coronavirus, allo scopo di sviluppare le terapie e un possibile vaccino.

No, tranquillo, non intendo accodarmi ai mille e più articoli sul virus che sta terrorizzando il mondo.
Oggi voglio parlarti di imprese femminili. E cosa c’entra il Coronavirus, ti starai chiedendo, giustamente perplesso.

Questo successo scientifico ci rende orgogliosi dei nostri centri di ricerca e del personale che vi lavora con assiduità, spesso composto per la maggior parte da donne (basti pensare che nell’equipe del laboratorio che ha raggiunto l’isolamento del virus ci sono 26 donne su 30 ricercatori totali). Ma questa scoperta non è stata forse un’impresa? Non ha forse richiesto coraggio, intraprendenza, fatica, abilità? Ecco, desideravo cominciare l’articolo con questa notizia d’attualità, ripensare al concetto di impresa e consegnarlo nelle mani delle donne.

Aumentano in Italia le Aziende e Startup al femminile

Il mondo dell’imprenditoria si colora sempre più di rosa. I risultati della ricerca condotta a fine 2018 dall’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e Infocamere ci offre dati incoraggianti: le imprese guidate da donne hanno raggiunto quota un milione e 337 mila, circa 6mila in più del 2017, e rappresentano quasi il 22% del totale delle Imprese iscritte al Registro delle Camere di Commercio.

Un buon traguardo, certo, ma la strada per la parità di genere nel mondo del lavoro è ancora lunga e tortuosa: sono ancora poche le donne che arrivano ai vertici dell’azienda, solo una donna su 4 occupa posizione di amministratore di impresa.

Per fortuna sono molte le donne che non si sono rassegnate a questo scenario e hanno lottato per affermare le loro idee imprenditoriali, donne che vogliono fare impresa ed hanno talento nel farlo.

 

Imprese Femminili: i settori in crescita

Ma quali sono i settori produttivi nei quali si sviluppano le imprese femminili?

Continuano ad aumentare le attività a trazione femminile in due comparti già fortemente caratterizzati dalla presenza di imprenditrici: le attività dei servizi (oltre 2mila le imprese in più), al cui interno la componente più importante è quella della cura della persona, e il turismo (quasi 2mila in più le imprese femminili dell’alloggio e ristorazione). Ma l’esercito delle donne d’impresa allarga sempre di più le proprie maglie anche in settori tradizionalmente legati alla presenza maschile: quello delle attività professionali, scientifiche e tecniche (quasi 1.500 imprese femminili in più), il noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+1.453) e le attività immobiliari (+1.004).

Dopo il commercio, l’agricoltura è senz’altro il secondo settore per presenza di imprese rosa; molte di queste realtà imprenditoriali si caratterizzano per una forte componente di innovazione sociale e tecnologica e per una altrettanto spiccata propensione a perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale. Secondo l’esperienza di Coldiretti, le agricoltrici italiane stanno dimostrando una grande capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, ma anche la tutela della qualità della vita con l’attenzione al sociale, senza trascurare di valorizzare i prodotti tipici locali e la biodiversità.

Risultato immagini per donne in agricoltura"

L’innovazione tecnologica ha contribuito allo sviluppo dell’Industria 4.0 e dell’imprenditoria femminile, non solo nell’ambito dell’agroalimentare, ma anche in settori come il Fintech, l’Internet of Things, e grazie a tecnologie come la Blockchain e l’intelligenza artificiale.

Le donne impiegate nel settore agricolo sono tantissime e i loro numeri destinati a crescere. Secondo Unioncamere, tra allevatrici, imprenditrici ortofrutticole e viticoltrici, le aziende femminili in agricoltura sono quasi il 30% del totale, pari a 214.857 imprese. Non solo, le donne a capo di un agriturismo sono più di 1 su 3, con 8.500 strutture turistiche e quasi il 40% di dipendenti donne dell’intero comparto.

Imprese femminili ed Ecosostenibilità

Sono sempre di più le donne imprenditrici a capo di aziende che puntano su sostenibilità e riuso delle materie prime.L’economia circolare è uno degli ambiti in cui sempre più professioniste donne si stanno cimentando, ottenendo risultati eccellenti.

Esistono comparti, come il tessile, in cui storicamente e tradizionalmente sono le donne a possedere le conoscenze e le abilità operative; a loro oggi le Nazioni Unite – in primis – richiedono un cambiamento profondo che agevoli l’introduzione di nuovi sistemi di produzione in grado di innescare processi di riduzione dell’inquinamento, riciclo delle risorse e mitigazione dei cambiamenti climatici.

Sono molti gli esempi virtuosi di imprese femminili che hanno saputo proporre un’imprenditoria etica e sostenibile, nel comparto tessile (e non solo!), e oggi condividerò la storia di Quid, che per la sua mission etica e sociale ha vinto nel 2014 il Premio per l’Innovazione Sociale della Commissione Europea.

Nato a Verona nel 2012 come Associazione di Promozione Sociale da un gruppo di amici e guidato dalla presidentessa Anna Fiscale, Quid è un progetto sociale che ha lo scopo di sperimentare il reinserimento lavorativo di donne in difficoltà, che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo perchè disabili, donne in povertà, provenienti da storie passate di dipendenza dalle droghe o sottratte allo sfruttamento della prostituzione.

Lo scopo sociale si fonde con l’ampio respiro della sostenibilità ambientale e del recupero di tessuti: l’azienda, infatti, si propone come partner etico di diverse imprese tessili per la creazione di linee di abbigliamento realizzate con tessuti di qualità altrimenti inutilizzati.

Nel marzo 2013 all’Associazione di Promozione Sociale Quid si è aggiunta la Cooperativa Sociale Quid e al team di partenza si è affiancata una squadra di creativi emergenti. Oggi l’azienda è presente sul territorio nazionale nelle città di Verona, Mestre, Bologna, Bassano del Grappa e Vallese e collabora con una rete di oltre 30 imprese in Italia e a Zurigo, tra cui Calzedonia, Altromercato, NaturaSì, Diesel e DeN store.

Sono andata a scoprire alcune imprese italiane ecofriendly. Ti interessa l’argomento? Allora leggi l’articolo Economia circolare e innovazione sostenibile: 3 case study per le Imprese del futuro

 

4 Suggerimenti per trasformare idee di business in strategie d’Impresa

Se sei arrivata a leggere sino a qui, può darsi che tu sia una donna interessata ad avviare una tua impresa o a scoprire le opportunità per ottenere i finanziamenti che possono supportare il tuo progetto imprenditoriale.

Ecco una piccola guida utile per trasformare la tua idea di business in una strategia d’impresa vincente.

  1. Qual è la tua Vision e quali sono gli obiettivi?

La Vision d’impresa non è un aspetto secondario della tua idea progettuale:  è l’insieme degli obiettivi di lungo periodo che definiscono l’azienda, una proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni.

Per essere efficace la Vision deve presentare queste caratteristiche:

  • essere chiara e descrivere in modo vivido un’immagine
  • riguardare il futuro
  • essere facilmente ricordabile – sebbene la lunghezza sia variabile è preferibile contenerla il più possibile per facilitarne l’apprendimento
  • contenere espressioni che facciano presa
  • riferirsi ad aspirazioni realistiche o comunque verosimili
  1. Il Mercato di riferimento e Benchmarking

La maggior parte delle idee sono basate sulle caratteristiche di un prodotto. Purtroppo le caratteristiche di un prodotto, anche se eccezionali, possono risultare inutili o inefficaci se non sono allineati ai bisogni del proprio potenziale cliente.

Diventa perciò fondamentale definire il proprio mercato di riferimento, conoscendo le caratteristiche e i comportamenti di quelli che vengono definiti i “customer needs”: attraverso un processo di ricerca statistica e di un approccio empatico, potrai immedesimarti nel cliente, comprenderne le esigenze, i timori, i desideri.

Una volta individuato il tuo mercato di riferimento, è importante fare un’analisi di Benchmarking. Cosa significa “benchmarking”? Il termine inglese è traducibile con “parametro di riferimento” e definisce lo standard con cui rapportarsi. Si tratta di un valido strumento di qualità che permette di aiutare l’azienda a migliorare con continuità i propri processi apprendendo dall’esperienza di altri.

Come si fa il benchmarking? Occorre innanzitutto valutare i processi operativi per individuare i punti di forza e debolezza dell’azienda; occorre poi individuare le organizzazioni leader che operano con particolare efficienza e confrontarsi con esse al fine di ottenere informazioni utili per migliorare le proprie performance.

Trasformare idee di business in strategie d’Impresa

  1. Chiarisci il tuo modello di business (e criticalo)

Spesso si confonde il modello di business con il business plan. In realtà è impossibile creare un business plan se prima non si ha chiaro il modello di business.

L’obiettivo del modello di business è illustrare le relazioni tra la produzione, la distribuzione e la monetizzazione del proprio prodotto o servizio. È l’analisi della catena del valore.

Un modello di business presuppone la presenza di una strategia commerciale e operativa efficace e di un’organizzazione delle proprie risorse tale da garantire la creazione di un valore soddisfacente per la propria impresa. Dal modello di business si evincono molti elementi che saranno parte del business plan: dalle risorse umane alla competenza tecnologica, dagli acquisti al marketing.

Progettare un modello di business richiede un grande spirito di auto-critica, una ricerca continua di analisi e rielaborazione delle strategie e il continuo sviluppo della capacità di confrontare il proprio modello con altri già presenti nello stesso segmento di mercato.

  1. Confronta scenari e usa un approccio lean

Strano, ma vero: il cambiamento è un’opportunità, ma può diventare un’autentica minaccia se non viene preso in considerazione nell’analisi preventiva del proprio business plan. E’ necessario porsi alcune domande: che cosa potrebbe succedere in ambito politico, tecnologico o legislativo? Quale potrebbe essere l’impatto dell’entrata di un nuovo concorrente nel proprio mercato di riferimento?

La capacità di prevedere i possibili mutamenti e le criticità ad essi correlati che possono manifestarsi nel proprio contesto operativo è essenziale per definire degli obiettivi e per mettere in atto delle contromisure in caso di un peggioramento dello scenario. Ipotizzare più scenari, realistici ma più o meno ottimistici, in base all’influenza di potenziali cambiamenti è decisamente importante per comprendere la sostenibilità del proprio modello di business.

Da leggere: Miniguida per la progettazione di piani formativi finanziati

 

Finanziamenti e bandi agevolati donne 2020

Ora forse hai alcuni strumenti in più per conoscere i settori nei quali investire e le linee guida per costruire la tua idea di business, seguendo la scia di audaci imprenditrici. Ma le idee hanno bisogno di essere finanziate. Come fare? Non scoraggiarti, ci sono molte opportunità di accedere a finanziamenti per realizzare la tua idea!

Come primo step, ti consiglio di verificare l’ampia proposta di bandi pubblici pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e dalla tua Regione e individuare quello che fa per te. Ma puoi anche consultare il portale di Union Camere, dove troverai i bandi dedicati alle imprese in rosa.

Prima di procedere con la compilazione della domanda di finanziamento è fondamentale leggere quali sono i requisiti di accesso e le modalità d’invio della richiesta. Non solo, il testo integrale del bando è suddiviso in diverse sezioni e in ciascuna trovi informazioni utili sul funzionamento del provvedimento.

Finanziamenti Imprese Femminili: Bonus Giovani Donne Nuove Imprese 2020 di Invitalia

Le opportunità per le imprese femminili sono molte e tutte hanno l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito.

  • Finanziamenti a fondo perduto: finanziamenti di capitale senza vincolo di rimborso, solitamente erogati dalle Regioni, nella percentuale minima del 50% e massima del 80%. La quota restante è da restituire con rate mensili a tasso agevolato.
  • Fondo di Garanzia: accesso semplificato alla garanzia dello Stato, con copertura fino al 80% del finanziamento richiesto. Si rivolge sia alle imprese femminili che alle professioniste.
  • Microcredito: finanziamento concesso alle imprese già avviate e alle professioniste per accedere al sistema bancario anche senza fornire garanzie.
  • Finanziamenti Invitalia: interventi finanziari a favore dell’avvio e dello sviluppo d’impresa. Nuove Imprese a tasso zero è uno degli incentivi per la creazione di nuove aziende che si rivolge alle donne che vogliono diventare imprenditrici e ai giovani. Propone un prestito agevolato a tasso zero a copertura massima del 75% dell’investimento ammesso.

Per l’anno 2020 troviamo senz’altro il Bonus Giovani Donne Nuove Imprese 2020 di Invitalia, un’agevolazione che consente ai giovani under 35 e alle donne di ogni età di poter accedere ad una serie di incentivi per aprire una loro impresa.

Il Bonus è un’ottima opportunità per chi intende mettersi in proprio e creare una micro e piccola impresa, avvalendosi di agevolazioni statali che consentono di aprire nuove imprese a tasso zero.

I settori agevolabili con i finanziamenti a tasso zero spaziano dalla produzione dei beni nel settore industria, all’artigianato e trasformazioni dei prodotti agricoli, al commercio di beni, alla fornitura di servizi alle imprese e alle persone, al turismo sino alla valorizzazione del patrimonio culturale.

Gli incentivi sono riservati a:

  • Giovani di età compresa tra i 18 e i 35 anni e donne di ogni età, residenti in qualunque regione d’Italia
  • L’impresa, al momento della domanda, non deve essere costituita in forma di società da non più di 12 mesi
  • Persone fisiche, a patto che però che in caso di ammissione al beneficio, costituiscano la società entro 45 giorni dall’accettazione della domanda
  • La domanda può essere presentata dagli interessati per tutto il 2020, esclusivamente via telematica utilizzando la piattaforma Invitalia

Ma attenzione! Perchè con il Decreto Crescita sono previste alcune novità (interessanti!):

  • Aumento della durata massima dei mutui agevolati a tasso pari a zero che passa da 8 a 10 anni
  • Aumento del termine per usfruire dell’agevolazione che passa da 12 a 60 mesi dalla costituzione
  • La percentuale di copertura delle spese passa dal 75 a 90 per le imprese costituite da almeno 36 mesi e da non oltre 60 mesi: per loro l’importo massimo può arrivare fino a 3 milioni di euro
  • Le agevolazioni possono essere cumulate con altri aiuti dello stato anche de minimis nei limiti previsti dalla disciplina europea in materia di aiuti di stato

Le nuove disposizioni riguardano anche le imprese di più recente costituzione, con servizi di tutoraggio e copertura dei costi iniziali di gestione, purchè non superiore alla soglia del 20% del totale delle spese ammissibili.

Spero che questo articolo possa esserti stato utile e se vuoi approfondire la conoscenza delle opportunità esistenti per le imprese rosa, ti consiglio la lettura dell’articolo Finanziamenti per lo sviluppo di Imprese Femminili

Ora tocca a te: hai un’idea che presenta il potenziale per diventare un concreto e vincente progetto d’impresa? Conosci delle donne che hanno seguito i propri sogni e sono diventate imprenditrici di innovazione e sostenibilità?


  • 62
  •  
  •  
  •  
  •  
  •  
    62
    Shares

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Scroll Up