

Ultimo aggiornamento il 21 Novembre 2024 da admin
Il ruolo delle donne e delle imprese femminili nel sistema produttivo è in forte crescita. «Sono state tre donne a portare a termine l’isolamento del Coronavirus. È bello che lo siano». Così ha commentato il Ministro della Salute parlando delle ricercatrici che sono riuscite ad isolare il temutissimo Coronavirus, allo scopo di sviluppare le terapie e un possibile vaccino.
No, tranquillo, non intendo accodarmi ai mille e più articoli sul virus che sta terrorizzando il mondo.
Oggi voglio parlarti di imprese femminili. E cosa c’entra il Coronavirus, ti starai chiedendo, giustamente perplesso.
Questo successo scientifico ci rende orgogliosi dei nostri centri di ricerca e del personale che vi lavora con assiduità, spesso composto per la maggior parte da donne (basti pensare che nell’equipe del laboratorio che ha raggiunto l’isolamento del virus ci sono 26 donne su 30 ricercatori totali). Ma questa scoperta non è stata forse un’impresa? Non ha forse richiesto coraggio, intraprendenza, fatica, abilità? Ecco, desideravo cominciare l’articolo con questa notizia d’attualità, ripensare al concetto di impresa e consegnarlo nelle mani delle donne.
[Aggiornato 21 novembre 2024]
Contents
- Aumentano in Italia le Aziende e Startup al femminile
- Imprese Femminili: i settori in crescita
- 4 Suggerimenti per trasformare idee di business in strategie d’Impresa
- Finanziamenti e bandi agevolati donne 2024
- Finanziamenti Imprese Femminili: le opportunità nel 2024
- Finanziamenti Imprese Femminili: cosa prevede il PNRR
- Conclusioni
Aumentano in Italia le Aziende e Startup al femminile
Il mondo dell’imprenditoria si colora sempre più di rosa. I risultati della ricerca condotta a fine 2022 dall’Osservatorio sull’Imprenditoria femminile di Unioncamere e Infocamere ci offre dati incoraggianti: le imprese guidate da donne hanno raggiunto quota un milione e 342 mila, e rappresentano il 22,18% del totale delle Imprese iscritte al Registro delle Camere di Commercio.
Un buon traguardo, certo, ma la strada per la parità di genere nel mondo del lavoro è ancora lunga e tortuosa: sono ancora poche le donne che arrivano ai vertici dell’azienda, solo una donna su 4 occupa posizione di amministratore di impresa.
Per fortuna sono molte le donne che non si sono rassegnate a questo scenario e hanno lottato per affermare le loro idee imprenditoriali, donne che vogliono fare impresa ed hanno talento nel farlo.
Imprese Femminili: i settori in crescita
Ma quali sono i settori produttivi nei quali si sviluppano le imprese femminili?
Continuano ad aumentare le attività a trazione femminile in due comparti già fortemente caratterizzati dalla presenza di imprenditrici: le attività dei servizi (oltre 2mila le imprese in più), al cui interno la componente più importante è quella della cura della persona, e il turismo (quasi 2mila in più le imprese femminili dell’alloggio e ristorazione). Ma l’esercito delle donne d’impresa allarga sempre di più le proprie maglie anche in settori tradizionalmente legati alla presenza maschile: quello delle attività professionali, scientifiche e tecniche (quasi 1.500 imprese femminili in più), il noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (+1.453) e le attività immobiliari (+1.004).
Dopo il commercio, l’agricoltura è senz’altro il secondo settore per presenza di imprese rosa; molte di queste realtà imprenditoriali si caratterizzano per una forte componente di innovazione sociale e tecnologica e per una altrettanto spiccata propensione a perseguire obiettivi di sostenibilità ambientale. Secondo l’esperienza di Coldiretti, le agricoltrici italiane stanno dimostrando una grande capacità di coniugare la sfida con il mercato e il rispetto dell’ambiente, ma anche la tutela della qualità della vita con l’attenzione al sociale, senza trascurare di valorizzare i prodotti tipici locali e la biodiversità.


L’innovazione tecnologica ha contribuito allo sviluppo dell’Industria 4.0 e dell’imprenditoria femminile, non solo nell’ambito dell’agroalimentare, ma anche in settori come il Fintech, l’Internet of Things, e grazie a tecnologie come la Blockchain e l’intelligenza artificiale.
Le donne impiegate nel settore agricolo sono tantissime e i loro numeri destinati a crescere. Secondo Unioncamere, tra allevatrici, imprenditrici ortofrutticole e viticoltrici, le aziende femminili in agricoltura sono quasi il 30% del totale, pari a 214.857 imprese. Non solo, le donne a capo di un agriturismo sono più di 1 su 3, con 8.500 strutture turistiche e quasi il 40% di dipendenti donne dell’intero comparto.
Imprese femminili ed Ecosostenibilità
Sono sempre di più le donne imprenditrici a capo di aziende che puntano su sostenibilità e riuso delle materie prime. L’economia circolare è uno degli ambiti in cui sempre più professioniste donne si stanno cimentando, ottenendo risultati eccellenti.
Esistono comparti, come il tessile, in cui storicamente e tradizionalmente sono le donne a possedere le conoscenze e le abilità operative; a loro oggi le Nazioni Unite – in primis – richiedono un cambiamento profondo che agevoli l’introduzione di nuovi sistemi di produzione in grado di innescare processi di riduzione dell’inquinamento, riciclo delle risorse e mitigazione dei cambiamenti climatici.
Esempi virtuosi
Sono molti gli esempi virtuosi di imprese femminili che hanno saputo proporre un’imprenditoria etica e sostenibile, nel comparto tessile (e non solo!), e oggi condividerò la storia di Quid, che per la sua mission etica e sociale ha vinto nel 2014 il Premio per l’Innovazione Sociale della Commissione Europea.
Nato a Verona nel 2012 come Associazione di Promozione Sociale da un gruppo di amici e guidato dalla presidentessa Anna Fiscale, Quid è un progetto sociale che ha lo scopo di sperimentare il reinserimento lavorativo di donne in difficoltà, che hanno perso il lavoro o non riescono a trovarlo perchè disabili, donne in povertà, provenienti da storie passate di dipendenza dalle droghe o sottratte allo sfruttamento della prostituzione.
Lo scopo sociale si fonde con l’ampio respiro della sostenibilità ambientale e del recupero di tessuti: l’azienda, infatti, si propone come partner etico di diverse imprese tessili per la creazione di linee di abbigliamento realizzate con tessuti di qualità altrimenti inutilizzati.
Nel marzo 2013 all’Associazione di Promozione Sociale Quid si è aggiunta la Cooperativa Sociale Quid e al team di partenza si è affiancata una squadra di creativi emergenti. Oggi l’azienda è presente sul territorio nazionale nelle città di Verona, Mestre, Bologna, Bassano del Grappa e Vallese e collabora con una rete di oltre 30 imprese in Italia e a Zurigo, tra cui Calzedonia, Altromercato, NaturaSì, Diesel e DeN store.
Sono andata a scoprire alcune imprese italiane ecofriendly. Ti interessa l’argomento? Allora leggi l’articolo Economia circolare e innovazione sostenibile: 3 case study per le Imprese del futuro
4 Suggerimenti per trasformare idee di business in strategie d’Impresa
Se sei arrivata a leggere sino a qui, può darsi che tu sia una donna interessata ad avviare una tua impresa o a scoprire le opportunità per ottenere i finanziamenti che possono supportare il tuo progetto imprenditoriale.
Ecco una piccola guida utile per trasformare la tua idea di business in una strategia d’impresa vincente.
Leggi anche: Agevolazioni Start Up: Ecco alcune opportunità interessanti
Qual è la tua Vision e quali sono gli obiettivi?
La Vision d’impresa non è un aspetto secondario della tua idea progettuale: è l’insieme degli obiettivi di lungo periodo che definiscono l’azienda, una proiezione di uno scenario futuro che rispecchia gli ideali, i valori e le aspirazioni.
Per essere efficace la Vision deve presentare queste caratteristiche:
- essere chiara e descrivere in modo vivido un’immagine
- riguardare il futuro
- essere facilmente ricordabile – sebbene la lunghezza sia variabile è preferibile contenerla il più possibile per facilitarne l’apprendimento
- contenere espressioni che facciano presa
- riferirsi ad aspirazioni realistiche o comunque verosimili
Il Mercato di riferimento e Benchmarking
La maggior parte delle idee sono basate sulle caratteristiche di un prodotto. Purtroppo le caratteristiche di un prodotto, anche se eccezionali, possono risultare inutili o inefficaci se non sono allineati ai bisogni del proprio potenziale cliente.
Diventa perciò fondamentale definire il proprio mercato di riferimento, conoscendo le caratteristiche e i comportamenti di quelli che vengono definiti i “customer needs”: attraverso un processo di ricerca statistica e di un approccio empatico, potrai immedesimarti nel cliente, comprenderne le esigenze, i timori, i desideri.
Una volta individuato il tuo mercato di riferimento, è importante fare un’analisi di Benchmarking. Cosa significa “benchmarking”? Il termine inglese è traducibile con “parametro di riferimento” e definisce lo standard con cui rapportarsi. Si tratta di un valido strumento di qualità che permette di aiutare l’azienda a migliorare con continuità i propri processi apprendendo dall’esperienza di altri.
Come si fa il benchmarking? Occorre innanzitutto valutare i processi operativi per individuare i punti di forza e debolezza dell’azienda; occorre poi individuare le organizzazioni leader che operano con particolare efficienza e confrontarsi con esse al fine di ottenere informazioni utili per migliorare le proprie performance.


Chiarisci il tuo modello di business (e criticalo)
Spesso si confonde il modello di business con il business plan. In realtà è impossibile creare un business plan se prima non si ha chiaro il modello di business.
L’obiettivo del modello di business è illustrare le relazioni tra la produzione, la distribuzione e la monetizzazione del proprio prodotto o servizio. È l’analisi della catena del valore.
Un modello di business presuppone la presenza di una strategia commerciale e operativa efficace e di un’organizzazione delle proprie risorse tale da garantire la creazione di un valore soddisfacente per la propria impresa. Dal modello di business si evincono molti elementi che saranno parte del business plan: dalle risorse umane alla competenza tecnologica, dagli acquisti al marketing.
Progettare un modello di business richiede un grande spirito di auto-critica, una ricerca continua di analisi e rielaborazione delle strategie e il continuo sviluppo della capacità di confrontare il proprio modello con altri già presenti nello stesso segmento di mercato.
Leggi anche: Business model Canvas: Sviluppa la tua idea imprenditoriale
Confronta scenari e usa un approccio lean
Strano, ma vero: il cambiamento è un’opportunità, ma può diventare un’autentica minaccia se non viene preso in considerazione nell’analisi preventiva del proprio business plan. E’ necessario porsi alcune domande: che cosa potrebbe succedere in ambito politico, tecnologico o legislativo? Quale potrebbe essere l’impatto dell’entrata di un nuovo concorrente nel proprio mercato di riferimento?
La capacità di prevedere i possibili mutamenti e le criticità ad essi correlati che possono manifestarsi nel proprio contesto operativo è essenziale per definire degli obiettivi e per mettere in atto delle contromisure in caso di un peggioramento dello scenario. Ipotizzare più scenari, realistici ma più o meno ottimistici, in base all’influenza di potenziali cambiamenti è decisamente importante per comprendere la sostenibilità del proprio modello di business.
Da leggere: Miniguida per la progettazione di piani formativi finanziati
Finanziamenti e bandi agevolati donne 2024
Ora forse hai alcuni strumenti in più per conoscere i settori nei quali investire e le linee guida per costruire la tua idea di business, seguendo la scia di audaci imprenditrici. Ma le idee hanno bisogno di essere finanziate. Come fare? Non scoraggiarti, ci sono molte opportunità di accedere a finanziamenti per realizzare la tua idea!
Come primo step, ti consiglio di verificare l’ampia proposta di bandi pubblici pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) e dalla tua Regione e individuare quello che fa per te. Ma puoi anche consultare il portale di Unioncamere, dove troverai i bandi dedicati alle imprese in rosa.
Prima di procedere con la compilazione della domanda di finanziamento è fondamentale leggere quali sono i requisiti di accesso e le modalità d’invio della richiesta. Non solo, il testo integrale del bando è suddiviso in diverse sezioni e in ciascuna trovi informazioni utili sul funzionamento del provvedimento.
Leggi anche: Finanziamenti imprese femminili: Quali sono?
Finanziamenti Imprese Femminili: le opportunità nel 2024
Quali opportunità di finanziamento per le imprese femminili ci attendono nel 2024?
Certamente i fondi del PNRR hanno contribuito ad innalzare i livelli di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro, sostenendo una strategia integrata di investimenti di carattere finanziario e di servizi di supporto
Ecco le misure principali lanciate per supportare l’imprenditoria femminile
Finanziamenti Imprese Femminili: cosa prevede il PNRR
Nell’ambito della Missione 5 – Componente 1 “Politiche per il lavoro”, l’Investimento 1.2 “Creazione di imprese femminili”, con una dotazione di 400 milioni di euro, ha l’obiettivo di innalzare il livello di partecipazione delle donne nel mercato del lavoro e, in particolare, di sostenerne la partecipazione ad attività imprenditoriali.
A tal fine, è istituito presso il Ministero il Fondo Impresa Femminile, destinato ad erogare finanziamenti agevolati e contributi a fondo perduto alle imprese femminili di nuova creazione o già attive sul mercato.
Fondo impresa femminile
Il Fondo impresa femminile è l’incentivo del Ministero che sostiene la nascita, lo sviluppo e il consolidamento delle imprese guidate da donne attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati.
Il Fondo sostiene le imprese femminili di qualsiasi dimensione, già costituite o di nuova costituzione, con sede in tutte le regioni italiane.
Anche le persone fisiche possono presentare domanda di finanziamento, con l’impegno di costituire una nuova impresa dopo l’eventuale ammissione alle agevolazioni.
La misura si rivolge a quattro tipologie di imprese femminili:
- cooperative o società di persone con almeno il 60% di donne socie
- società di capitale con quote e componenti degli organi di amministrazione per almeno i due terzi di donne
- imprese individuali con titolare donna
- lavoratrici autonome con partita IVA
Finanziamenti disponibili
Se una libera professionista vuole costituire una nuova impresa, oppure l’impresa è stata costituita da meno di 12 mesi, si possono presentare progetti d’investimento fino a 250 mila euro. Il Fondo mette a disposizione un contributo a fondo perduto che varia in funzione della dimensione del progetto:
- per progetti fino a 100 mila euro, l’agevolazione copre fino all’80% delle spese (o fino al 90% per donne disoccupate) entro un tetto massimo di 50 mila euro;
- per progetti fino a 250 mila euro, l’agevolazione copre il 50% delle spese, fino a un massimo di 125 mila euro.
Per questa linea di intervento sono disponibili risorse complessive pari a 129 milioni di euro, di cui di cui 120,8 milioni a valere su risorse PNRR e 8,2 milioni di fondi stanziati dalla legge di bilancio 2021.
Se invece si ha un’impresa attiva da più di 12 mesi, si possono presentare progetti d’investimento fino a 400 mila euro per sviluppare nuove attività o per ampliare attività esistenti. In questo caso, il Fondo prevede un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento a tasso zero, con una copertura fino all’80% delle spese ammissibili, per un massimo di 320 mila euro, da rimborsare in otto anni.
Per questa linea di intervento sono disponibili risorse complessive pari a 154,8 milioni di euro, di cui 129,2 milioni a valere su risorse PNRR e 25,6 milioni di fondi stanziati dalla legge di bilancio 2021.
ON – Oltre nuove imprese a tasso zero
La misura “ON – Oltre nuove imprese a tasso zero” ha l’obiettivo di sostenere, su tutto il territorio nazionale, la creazione e lo sviluppo di micro e piccole imprese a prevalente o totale partecipazione giovanile o femminile.
Sono ammissibili le iniziative, realizzabili su tutto il territorio nazionale, promosse nei seguenti settori:
- produzione di beni nei settori industria, artigianato e trasformazione dei prodotti agricoli;
- fornitura di servizi alle imprese e alle persone ivi compresi quelli afferenti all’innovazione sociale;
- commercio di beni e servizi;
- turismo ivi incluse le attività turistico-culturali finalizzate alla valorizzazione e alla fruizione del patrimonio culturale, ambientale e paesaggistico, nonché’ le attività volte al miglioramento dei servizi per la ricettività e l’accoglienza
Per approfondimenti clicca qui
Sostegno alle startup innovative (Smart & Start Italia)
Smart&Start Italia è uno strumento agevolativo istituito per promuovere, su tutto il territorio nazionale, le condizioni per la diffusione di nuova imprenditorialità e sostenere le politiche di trasferimento tecnologico e di valorizzazione economica dei risultati del sistema della ricerca pubblica e privata.
Alla misura sono destinate anche risorse del PNRR, stanziate dal Decreto interministeriale 24 novembre 2021 e rimodulate dal Decreto interministeriale 3 ottobre 2023, pari a 10 milioni di euro, riservate esclusivamente alle start up femminili
Spese ammissibili
Smart&Start Italia finanzia piani d’impresa, di importo compreso tra 100 mila euro e 1,5 milioni di euro, comprendenti le seguenti categorie di spese:
- immobilizzazioni materiali quali impianti, macchinari e attrezzature tecnologici, ovvero tecnico-scientifici, nuovi di fabbrica, purché coerenti e funzionali all’attività d’impresa;
- immobilizzazioni immateriali necessarie all’attività oggetto dell’iniziativa agevolata, quali brevetti, marchi e licenze, certificazioni, know-how e conoscenze tecniche, anche non brevettate, correlate alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
- servizi funzionali alla realizzazione del piano d’impresa, direttamente correlati alle esigenze produttive dell’impresa (progettazione, sviluppo, personalizzazione e collaudo di soluzioni architetturali informatiche e di impianti tecnologici produttivi, consulenze specialistiche tecnologiche, servizi forniti da incubatori e acceleratori d’impresa e quelli relativi al marketing ed al web-marketing, costi connessi alle collaborazioni instaurate con organismi di ricerca ai fini della realizzazione del piano d’impresa). Per approfondimenti clicca qui
Fondo di garanzia PMI
Il Fondo di Garanzia – Sezione Speciale per le imprese femminili del Dipartimento per le Pari Opportunità è la sezione del Fondo destinata ad aiutare le imprese femminili attraverso una compartecipazione della copertura del rischio sulle operazioni di garanzia concesse da banche, società di leasing e altri intermediari finanziari.
Le agevolazioni riguardano:
- Priorità di istruttoria e di delibera;
- Prenotazione diretta della garanzia
- Esenzione dal versamento della commissione una tantum al Fondo
Conclusioni
Spero che questo articolo possa esserti stato utile e se vuoi approfondire la conoscenza delle opportunità esistenti per le imprese rosa, ti lascio alcuni siti di riferimento per rimanere costantemente aggiornata su fondi e finanziamenti riservati alle imprese femminili:
Ora tocca a te: hai un’idea che presenta il potenziale per diventare un concreto e vincente progetto d’impresa? Conosci delle donne che hanno seguito i propri sogni e sono diventate imprenditrici di innovazione e sostenibilità?













